A quasi un anno dal trionfo elettorale che aveva riportato il Partito laburista al governo del Regno Unito, la leadership diKeir Starmerappare oggi più fragile che mai. Secondoindiscrezioni pubblicate dal quotidiano britannico Daily Mail,il premier starebbevalutando seriamente l’ipotesi di rassegnare le dimissionidopo la pesantissima sconfitta subita dal Labour alle elezioni amministrative locali del 7 maggio.
Le fonti citate dal giornale parlano di un clima ormai insopportabile all’interno dell’esecutivo britannico. Starmer, riferiscono membri del governo rimasti anonimi, avrebbe confidato alla propria cerchia ristretta la volontà di lasciare Downing Street con dignità,scegliendo personalmente i tempi dell’uscita di scena.Una decisione che maturerebbe nel pieno di una crisi politica sempre più profonda, alimentata dalle lotte interne al partito e da un crescente malcontento tra deputati e dirigenti laburisti.
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Attese le prossime elezioni per l’annuncio
Secondo il Daily Mail, alcuni alleati del premier gliavrebbero suggerito di evitare annunci ufficiali prima delle elezioni suppletive previste il prossimo 18 giugno a Makerfield,nel tentativo di non aggravare ulteriormente la situazione del partito. Altri esponenti del Labour, invece, ritengono che prolungare l’incertezza possa soltanto peggiorare la crisi e accelerare il deterioramento della leadership.
Nelle amministrative di maggio gli elettori britannici erano chiamati a rinnovare 136 consigli locali e oltre cinquemila seggi. Il risultato è stato unduro colpo per il partito di governo,che ha perso circa 1.200 consiglieri locali e il controllo di numerose roccaforti storiche. Particolarmente simbolica la sconfitta a Tameside, amministrazione controllata dai laburisti da quasi mezzo secolo, dove il partito ha perso 16 dei 17 seggi detenuti.
L’ascesa del partito di Nigel Farage
A beneficiare del crollo del Labour è stato soprattuttoReform UK, guidato da Nigel Farage.Il partito populista ed euroscettico si è imposto come la vera sorpresa della tornata elettorale, conquistando oltre 500 seggi locali e raggiungendo circa il 26 per cento dei voti. Reform UK ha consolidato la propria presenza soprattutto nelle aree pro-Brexit del nord dell’Inghilterra e delle Midlands, approfittando sia della crisi dei Conservatori sia del crescente malcontento verso il governo laburista.
Ma le difficoltà del Labour non si limitano all’Inghilterra. In Scozia il partito ha mancato obiettivi che fino a pochi mesi fa apparivano realistici, mentrein Galles la situazione è stata definita disastrosa dagli stessi dirigenti laburisti.Nel Senedd, il Parlamento gallese, il partito rischia per la prima volta dal 1999 di perdere il controllo dell’assemblea, lasciando spazio alla crescita del nazionalista Plaid Cymru e dello stesso Reform UK.
Ad aggravare la posizione di Starmer hanno contribuito anche le polemiche legate allanomina di Peter Mandelson ad ambasciatore nel Regno Unito negli Stati Uniti,una scelta contestata per i rapporti dell’ex ministro laburista con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein. Al momento Downing Street non ha confermato le indiscrezioni sulle possibili dimissioni del premier. Tuttavia, il moltiplicarsi delle voci e il clima di tensione interna degli ultimi giorni mostrano comeil governo britannico stia attraversando una delle fasi più delicate degli ultimi anni.Se Starmer decidesse davvero di lasciare, il Regno Unito si troverebbe di fronte a una nuova e complessa fase di instabilità politica.
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