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Uk, Starmer perde pezzi: si dimettono tre membri del suo governo

Si tratta di Alex Davies-Jones, sottosegretaria alla Giustizia, Jess Phillips, sottosegretaria all'Interno con delega sulla tutela delle donne e contro la violenza di genere, e Miatta Fahnbulleh, viceministra delle Comunità Locali. Starmer resiste e respinge le dimissioni, ma all'interno del partito Laburista molti guardano già ad altri papabili candidati alla successione

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Sale atre il numero dei membri del governo britannico– tutti con ruoli non da ministro – a essersi dimessi oggi nell’ambito della rivolta interna dei laburisticontro la leadership del premierKeir Starmerdopo ladébâcleelettorale alle amministrative del 7 maggio.

L’ultima in ordine di tempo èAlex Davies-Jones, sottosegretaria alla Giustizia. Originaria del Galles, nazione del Regno Unito dove il Labour ha subito una sconfitta senza precedenti nella storia politica britannica dell’ultimo secolo, Davies-Jones si è rivolta in unalettera aperta a Starmerin questi toni: “Il Paese ha parlato e noi dobbiamo ascoltare. Ora è il tempo di azioni coraggiose e radicali. Io so che tu sei un uomo buono e onesto, mat’imploro di agire nell’interesse del Paese e di fissare un calendario per la tua uscita di scena“.

Uk, la dimissionaria Phillips: “Non vedo i cambiamenti che mi aspettavo”

La decisione della sottosegretaria segue una riunione del consiglio dei ministri nella qualeStarmer ha ribadito di non voler lasciare Downing Streete arriva poche ore dopo le dimissioni per protesta anche di altri due membri dell’esecutivo. La prima è stata la viceministra delle Comunità Locali,Miatta Fahnbulleh, la quale ha dichiarato esplicitamente di essere pronta a sostenere al posto dell’attuale premieruna figura più progressistacome il popolare sindaco di Manchester,Andy Burnham, laddove a questi fosse consentito di tornare in Parlamento attraverso un’elezione suppletiva.

La seconda èJess Phillips, sottosegretaria all’Interno con delega sulla tutela delle donne e contro la violenza di genere che, come Davies-Jones ha indirizzato una lettera a Starmer. “Voglio che un governo laburista funzioni e mi impegnerò, come ho sempre fatto, per il suo successo e la sua popolarità manon vedo i cambiamenti che sia io che il Paese ci aspettiamo, e quindi non posso continuare a servire come sottosegretaria sotto l’attuale leadership“, ha scritto la politica nella missiva.

I laburisti contrari a Starmer si dividono sul futuro del primo ministro

Da parte sua, il premier resiste e alza le barricate per arginare il pressing messo in atto dalla truppa parlamentare del Labour e da diversi esponenti del suo governo, che gli hanno chiesto un passo indietro dopo ildisastroso risultato elettorale alle elezioni amministrative. Ma Starmer non gioca solo in difesa: nella dichiarazione davanti ai membri del governo il primo ministro inglese ha infatti ricordato che “il Partito Laburista ha una procedura per contestare un leader, ma questa non è stata ancora attivata“. Una chiara sfida ai rivali interni, che da mesi tramano nell’ombra per indebolirne la leadership, a venire allo scoperto.

D’altronde, finoranessuno in Parlamento ha sfidato pubblicamente la guida di Starmer, ma circa80 deputati laburistitra ieri sera e questa mattina hanno chiesto che il premier si faccia da parte. Nel regolamento del Partito Laburista non è previsto un voto di sfiducia formale e l’unico modo per i deputati di innescare una competizione per la leadership è cheil 20% di loro appoggi pubblicamente uno sfidante. Con l’attuale composizione del partito in Parlamento, questo significa che81 parlamentari laburisti dovrebbero convergere su un unico nome. Il numero è stato raggiunto, ma la truppa non è unita sul candidato da indicare per la successione.

Una parte dei rappresentanti del popolo lavora per rinviare le dimissioni e innescare una tempistica “ordinata” per il “licenziamento” del primo ministro in modo da dare auno dei candidati di punta alla successione, il sindaco di Manchester Andy Burnhamche al momento non è parlamentare, il tempo necessario per trovare un seggio e tornare alla Camera dei Comuni. Altri, invece, puntano a una sfida immediata tra Starmer e gli altridue candidati alla leadership, ovvero il ministro della SaluteWes Streetingo l’esponente della sinistra del partitoAngela Rayner, nella speranza che una rapida competizioneimpedisca a Burnham di avere il tempo di diventare deputato e quindi di candidarsi.

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