Via libera del Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea allesanzioni contro i coloniisraelianiviolentiin Cisgiordania. Il provvedimento era statobloccato per mesidal veto dell’Ungheria diViktor Orbánma, con la vittoria di Peter Magyar alle elezioni legislative del 12 aprile, l’opposizione è caduta. Nell’accordo sono previste anchenuove sanzioni contro Hamas.
All’atto pratico, si prevedeil congelamento dei beni nell’Unione europea e il divieto di ingresso sul territorio. Destinatari delle misure sono sette coloni estremisti dello Stato ebraico e 12 funzionari dell’organizzazione terroristica palestinese.
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Ue, non passano i dazi ai prodotti degli insediamenti israeliani
“I ministri degli Esteri dell’Ue hanno appena dato il via libera alle sanzioni contro i coloni israeliani per gli atti di violenza contro i palestinesi e hanno, inoltre, concordato nuove sanzioni nei confronti di esponenti di spicco di Hamas.Era ora di passare dall’impasse all’azione concreta. L’estremismo e la violenza comportano delle conseguenze“. Così ha scritto su X l’Alto rappresentante UeKaja Kallas, annunciando la decisione presa dai 27 ministri degli Esteri.
Non ha raggiunto il necessario quorum, invece, la proposta di imporredaziai prodotti degli insediamenti israeliani, così come il piano franco-svedese perinterrompere il commercio con i territori illegittimamente occupati da Tel Avivin Cisgiordania.
Israele contro l’Ue: “Scelta arbitraria presa sulla base di opinioni politiche”
Non si è certo fatta attendere la risposta di Israele, affidata al ministro degli EsteriGideon Sa’arche, in un post su X ha scritto: “Israelerespinge fermamentela decisione di imporre sanzioni a cittadini e organizzazioni israeliane“. Secondo il membro del governo diBenjamin Netanyahu, infatti, l’Ue avrebbe agito in modo arbitrario sulla scorta dimere “opinioni politiche e senza alcun fondamento“.
Sa’ar, inoltre, ha giudicato“oltraggioso”il paragone che Bruxelles ha scelto di fare tra cittadini israeliani e terroristi di Hamas, che si configura a suo dire come“un’equivalenza morale completamente distorta“. Tel Aviv non sembra comunque spaventata dalle decisioni del Vecchio Continente, giacché il ministro degli Esteri ha ribadito in tono deciso: “Israele ha sempre difesoil diritto degli ebrei a stabilirsi nel cuore della nostra patria“.
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