La mossa del presidente russo,Vladimir Putin, di colpire l’Ucrainacon il più massiccio attacco di droni e missili dall’inizio della guerra sembra aver velocizzato i processi decisionali del suo omologo Usa,Donald Trump. Il titolare della Casa Bianca, poco prima di salire sull’Air Force One che lo avrebbe accompagnato a New York per lafinale degli US Open, ha sostenuto davanti ai cronisti di essere pronto a dare avvio ad una seconda fase nella risposta al conflitto, composta anche da dure sanzioni contro Mosca.
Nessun altro dettaglio. Solo il messaggio che il conflitto deve concludersi al più presto per evitare un danno irreparabile all’economia russa. Il presidente ucraino,Volodymyr Zelensky,si è detto più che soddisfatto della svolta nel posizionamento americano. Dopo lo smacco di Anchorage, dove Trump ha accolto Putin su un tappeto rosso, sembra che gli Stati Uniti siano tornati al fianco della causa ucraina. “Mi aspetto una forte risposta dagli Usa a seguito dell’attacco aereo russo record che ha colpito il mio Paese“, ha dichiarato ieri sera il leader di Kiev.
La Russia di Vladimir Putin, però, non si lascia intimorire.Il Cremlino torna all’attacco e chiarisce che“nessuna sanzione potrà cambiare la nostra posizione“. Il portavoce Dmitri Peskov ha poi sottolineato come i pacchetti di sanzioni che in questi anni sono stati comminati a Mosca non avrebbero sortito nessuno degli effetti sperati. Inoltre, secondo la Russia,Donald Trump starebbe cadendo nel tranello di Ucraina ed Unione europea che“stanno facendo tutto il possibile per attirare Washington nella loro orbita e imporre sanzioni“.
Ucraina, l’invito di Scott Bessent all’Ucraina
Secondo il capo dello Stato invaso, oggi più che mai è fondamentale che gli alleati rispondano “in modo completo” a questo attacco. Una richiesta che sembra allinearsi a quella del segretario del Tesoro Usa,Scott Bessent, il qualche ieri ha invitato l’Unione europea a schierarsi al fianco degli Usa mentre colpiscono la Russia con sanzioni dure. Un invito chiaro che punta sulla necessità di sostenere in maniera uniforme l’Ucraina.
“Il duello a questo punto è tra quanto a lungo l’esercito ucraino potrà resistere e quanto a lungo potrà farlo l’economia russa“, ha spiegato Bessent evidenziando la necessità che anche l’Ue intervenga con sanzioni dure nei confronti dei Paesi che ancora acquistano petrolio russo, comprese le europee Ungheria e Slovacchia.
Ucraina, Trump insoddisfatto della gestione del conflitto
Donald Trump è tornato a martellare Mosca, sostenendo di non essere affatto soddisfatto di come si starebbe evolvendo il conflitto. Il vertice in Alaska sembrava un punto di svolta, con la Russia che poteva apparire pronta a dare inizio ad un processo negoziale che portasse alla pace. Il Tycoon aveva annunciato che Ucraina e Russia avevano accettato di incontrarsi in un bilaterale, o un trilaterale alla presenza del presidente americano.
Un passo in avanti di grosse dimensioni, che però si è rivelato solo l’ennesimo bluff di Putin.Il Cremlino ha iniziato immediatamente a prendere tempo, sottolineando la necessità di organizzare con attenzione l’incontro, onde evitare che diventasse controproducente. Poi, pochi giorni fa,l’invito sfida dello zar a Zelensky: “Se vuole incontrarmi venga a Mosca“. Una richiesta “inaccettabile“, come definito dal ministro degli Esteri ucraino, Andrei Sibiha, il qualche ha sottolineato le intenzioni solo belliche di Mosca.
Poi, dopo qualche giorno, la pioggia di missili e droni sull’Ucraina. Nella notte tra sabato e domenica ne sono caduti circa 800 su tutto il territorio e per la prima volta è stato colpito anche il palazzo presidenziale che si trova a Kiev. Il presidente del Consiglio,Giorgia Meloni,eil presidente francese,Emmanuel Macron,si sono esposti personalmente per condannare l’attacco, sottolineando l’assenza di segnali dalla Russia di una volontà di pace.
Usa e Ue potrebbero quindi allearsi non solo in vista delle garanzie di sicurezza da attuare a Kiev a seguito della fine dei combattimenti, ma anche permettere in atto una serie di azioni che possano mettere in difficoltà l’economia di Mosca. Ormai da anni, l’Unione europea continua a sanzionare la Russia per il suo comportamento, tentando di affossarne le capacità militari. L’apporto statunitense, in questo senso, potrebbe rendere la situazione più semplice e convincere diversi Paesi a smettere di acquistare combustibili dalla Russia.
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