La salita al potere di Donald Trump alla Casa Bianca potrebbe rivelarsi il passo avanti fondamentale verso la pace in Ucraina. Il tycoon sembra esserne convinto anche se da Mosca e Kiev giungono messaggi ben meno rincuoranti. Se da un lato entrambi i leader dell’Est Europa sembrano convinti della necessità di un cessate il fuoco, dall’altro sembrerebbe che i due capi di Stato non siano d’accordo sulle modalità dell’accordo sulla pace definitiva. Il ruolo del nuovo presidente americano potrebbe quindi rivelarsi fondamentale proprio in questo senso.
Volodymir Zelensky, presidente dell’Ucraina, teme però che l’influenza di Trump non possa giocare a suo vantaggio. Pur di ottenere la conclusione del conflitto, il miliardario potrebbe cedere alle richieste di Vladimir Putin, concedendogli grandi parti del territorio di Kiev. Il leader ucraino, intanto, continua ad esercitare pressioni sia sugli Usa che sull’Ue, per ottenere nuove armi e finanziamenti. La giustificazione del Capo di Stato è che l’Ucraina prima di diventare forte a livello diplomatico deve esserlo anche sul campo.
Leggi Anche

“Un esercito forte, aiuti militari, sistemi a lungo raggio come Atacms, Taurus, Storm Shadow/Scalp“, ha infatti elencato Zelensky, nel corso di un incontro con il leader dell’opposizione tedesca Friedrich Merz, che si è recato in visita a sorpresa a Kiev. Proprio alla Germania, Zelensky avrebbe chiesto nuovi aiuti e anche l’ingresso di truppe straniere nel Paese in guerra, almeno finché l’Ucraina non potrà entrare nella Nato. Il presidente vorrebbe infatti parlare con i leader Usa, sia Biden che Trump, proprio per discutere di un possibile invito nell’Alleanza atlantica, con l’entrata effettiva di Kiev a seguito della conclusione della guerra.
Fino a quel momento, però, Zelensky vorrebbe delle garanzie. “Chi assicurerà la nostra sicurezza?“, si è infatti chiesto il Capo di Stato, sottolineando che la soluzione potrebbe trovarsi proprio nella possibilità di truppe straniere sul suolo ucraino. Una possibilità che certamente non soddisfa né il presidente russo, Vladimir Putin, né quello americano, che continua a sostenere la sua intenzione di ridurre gli aiuti a Kiev, nel tentativo di velocizzare il processo di pace.
Ucraina, Zelensky: “Lavorare con Usa per terminare la guerra“
Zelensky ha quindi voluto ringraziare il presidente Trump per le parole spese nei confronti di un possibile cessate il fuoco. “La cosa più importante è lavorare insieme su come porre fine a questa guerra, questa è la nostra massima priorità“, ha infatti sostenuto il leader di Kiev, cercando di mitigare le posizioni ben poco moderate di Donald Trump. Quest’ultimo è convinto che ormai il conflitto stia procedendo per inerzia, con numerose perdite economiche e umane da parte di entrambe le parti in gioco.
“Putin dovrebbe pensare che sia giunto il momento perché ha perso: quando perdi 700.000 persone, è giunto il momento“, ha infatti attaccato il presidente eletto degli Usa, cercando di screditare la posizione russa. Un tentativo che ha però immediatamente incontrato la risposta del titolare del Cremlino, che ha invece evidenziato come il suo esercito stia avendo la meglio in territorio ucraino. “Non ci sono dubbi sul fatto che vinceremo“, ha infatti tuonato Vladimir Putin, per poi aggiungere perentorio: “Nessuno sarà in grado di spezzare la Russia“.
© Riproduzione riservata


