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Ucraina, Zelensky valuta nuove elezioni: il 24 febbraio potrebbe annunciare il voto e il referendum sulla pace

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Il 24 febbraio 2026 segnerà l’inizio del quarto anno di guerra tra Russia e Ucraina. Un anniversario che molti leader europei, e non solo, hanno sperato di non vedere mai arrivare. L’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti aveva riacceso la speranza che il conflitto potesse arrivare ad una conclusione in tempi brevi. Nel corso della campagna elettorale per la corsa alla Casa Bianca, il Tycoon aveva più volte ribadito che il suo potere gli avrebbe permesso di giungere ad un accordo con tempistiche straordinarie.

Sono bastati pochi mesi e qualche incontro con i leader dei Paesi coinvolti nella guerra, l’ucraino Volodymyr Zelensky e il russo Vladimir Putin, per far comprendere a Trump che la situazione era più complessa di quanto mai immaginato. In più di un’occasione di questo primo anno di secondo mandato, The Donald ha sottolineato come in passato abbia ritenuto il conflitto russo ucraino come il più semplice a cui porre fine, per poi doversi ricredere.

Eppure, in questi 12 mesi, seppur con alti e bassi, il Tycoon ha continuato a lavorare ad un accordo. In veste di mediatore ha cercato di portare le due parti ad un’intesa, con l’obiettivo di porre fine alle morti al fronte e ai costi di mantenimento del conflitto. Un obiettivo al momento non raggiunto, ma che comunque la Casa Bianca continua a perseguire.

Ucraina, il possibile annuncio di Zelensky il prossimo 24 febbraio

Secondo il Financial Times, una svolta sarebbe però vicina. La testata ha riportato oggi che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky intende annunciare il piano per le elezioni presidenziali e un referendum per la pace proprio il prossimo 24 febbraio. Le fonti sarebbero funzionari ucraini ed europei coinvolti nella pianificazione e altre fonti informate sulla questione, secondo cui Kiev avrebbe iniziato a pianificare le elezioni insieme al referendum su un eventuale accordo di pace con la Russia. Il tutto dopo che l’amministrazione Trump ha fatto pressioni su Kiev affinché entrambe le votazioni si tenessero entro il 15 maggio, pena la perdita delle garanzie di sicurezza proposte dagli Usa nell’ultimo incontro alla Casa Bianca.

Una scelta che arriva in un momento di forte tensione. Venerdì scorso, il presidente ucraino aveva dichiarato che gli Usa “dicono di voler fare tutto entro giugno, in modo che la guerra finisca” e che “vogliono un programma chiaro“. La decisione di indire le elezioni segnerebbe un cambio di passo da parte di Zelensky che, in questi mesi, ha ripetutamente sostenuto che tali votazioni sono impossibili mentre il Paese rimane sotto la legge marziale.

Lo scetticismo dell’Ucraina sul possibile voto

Anche oggi, l’ufficio del presidente di Kiev ha ribadito che “finché non ci sarà sicurezza, non ci saranno annunci” su possibili votazioni. Una risposta schietta alle indiscrezione del quotidiano economico. Gli stessi funzionari citati hanno voluto evidenziare come in ogni caso sia il calendario sia l’ultimatum statunitense difficilmente avrebbero avuto seguito, poiché dipendenti da diversi fattori, tra cui la possibilità di compiere progressi verso un accordo di pace con il presidente russo Vladimir Putin.

Zelensky, però, starebbe valutando la possibilità di un voto in un momento politico in cui i suoi consensi sono ancora forti. La popolazione continua infatti a sostenere il presidente, nonostante un leggero calo di fiducia legato allo scandalo della corruzione all’interno della cerchia ristretta del presidente. 

Persone vicine a Zelensky hanno infatti affermato che lui e il suo team avevano già segnalato all’amministrazione Trump di essere aperti a una tempistica straordinariamente rapida per il voto, nonostante gli ostacoli logistici legati allo svolgimento di elezioni con breve preavviso in tempo di guerra. In questo senso, secondo la testata, il Parlamento ucraino lavorerà nei mesi di marzo e aprile a una introduzione delle modifiche legali necessarie a consentire lo svolgimento delle elezioni in tempo di guerra.

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