All’indomani del secondo giorno di colloqui trilaterali tra le delegazioni russe, ucraine e statunitensi ad Abu Dhabi, e mentre ci si avvicina al quarto anniversario dell’invasione dell’Ucraina, l’Unione Europea torna alla carica annunciando il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Lo ha comunicato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, specificando che esso riguarderà l’energia, i servizi finanziari e il commercio.
“Mentre ad Abu Dhabi sono in corso importanti colloqui di pace, dobbiamo essere lucidi: la Russia si siederà al tavolo delle trattative con intenzioni genuine solo se verrà spinta a farlo. Questo è l’unico linguaggio che la Russia capisce”, ha dichiarato in modo risoluto Von der Leyen in una nota, ricordando che, nel corso dell’ultimo anno, le forze russe sono avanzate in media tra i 15 e i 20 metri al giorno, conquistando circa lo 0,8% del territorio ucraino, nonostante il più alto tasso di vittime registrato in un conflitto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.
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La presidente della Commissione Europea ha poi lodato la tenacia dell’Ucraina che “continua a difendersi con straordinario coraggio sul campo di battaglia”, lanciando al contempo dure accuse a Mosca: “Il Cremlino sta raddoppiando i crimini di guerra, colpendo deliberatamente abitazioni e infrastrutture civili. Impianti energetici e sistemi di riscaldamento sono stati tutti presi di mira, lasciando intere comunità senza elettricità a temperature gelide. Questa non è la condotta di uno Stato che cerca la pace. È il comportamento di una nazione che conduce una guerra di logoramento contro una popolazione civile innocente“.
Il bersaglio delle nuove sanzioni europee alla Russia
Nella nota, Von der Leyen ha poi spiegato nel dettaglio il bersaglio delle nuove sanzioni alla Russia. “Per quanto riguarda l’energia, introduciamo un divieto totale dei servizi marittimi per il petrolio greggio russo. Ciò ridurrà ulteriormente le entrate energetiche della Russia e renderà più difficile trovare acquirenti per il suo petrolio”.
Nel pacchetto sono anche presenti “misure volte a limitare ulteriormente il sistema bancario russo e la sua capacità di creare canali di pagamento alternativi per finanziare l’attività economica”. Vengono infatti colpite le criptovalute, le società che le negoziano e le piattaforme che le commerciano. Saranno inoltre fermate “le importazione di metalli, prodotti chimici e minerali critici, non ancora soggetti a sanzioni, per un valore di oltre 570 milioni di euro”, così come quelle di “materiali utilizzati per produrre esplosivi”.
La presidente della Commissione Europea ha ribadito infine che quella delle sanzioni è la giusta strada da seguire: “Le entrate fiscali della Russia derivanti dal petrolio e dal gas sono diminuite del 24% nel 2025 rispetto all’anno precedente. I tassi di interesse si attestano al 16% e l’inflazione rimane elevata. Ciò conferma ciò che già sapevamo: le nostre sanzioni funzionano e continueremo ad applicarle fino a quando la Russia non avvierà negoziati seri con l’Ucraina per una pace giusta e duratura“. Von der Leyen ha concluso ribadendo che l’impegno dell’Unione Europa a favore dell’Ucraina è “incrollabile” ed anzi, aumenta ogni giorno.
Lavrov: “Zelensky vuole sabotare i negoziati”
Intanto, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha attribuito all’Ucraina l’attentato al generale Vladimir Alekseyev avvenuto questa mattina a Mosca, accusando Kiev di voler sabotare i negoziati in corso per porre fine al conflitto in Ucraina. “Questo atto terroristico conferma ancora una volta l’orientamento del regime di Zelensky verso continue provocazioni, volte a far fallire il processo negoziale“, ha dichiarato Lavrov alla televisione russa, dopo che il generale, primo vicecapo dei negoziatori russi ad Abu Dhabi, è stato ferito da colpi d’arma da fuoco e ricoverato in ospedale.
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