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Ucraina, i Volenterosi si organizzano: Londra stanzia 230 mln per l’esercito, Parigi valuta invio di 6mila soldati

Volodymyr Zelensky, starebbe negoziando un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti con l'obiettivo di aiutare l'Ucraina a riprendersi. L'intesa prevedrebbe zero dazi doganali sul commercio con gli Usa per alcune aree industriali ucraine

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La coalizione dei Volenterosi inizia ad organizzarsi concretamente a sostegno dell’Ucraina. A quattro giorni dall’ultimo summit a Parigi, arrivano le prime decisioni concrete sul possibile stanziamento di truppe europee in territorio ucraino dopo la fine delle guerra con la Russia. Sono ovviamente Regno Unito e Francia ad aver mosso i primi passi in questa direzione, essendo i due Paesi che per primi hanno fondato la coalizione.

Una decisione che è stata presa nonostante i moniti che sono giunti dalla Russia. Negli ultimi mesi, il Cremlino, e spesso anche il presidente Vladimir Putin, hanno spiegato che qualunque presenza militare occidentale a Kiev costituirebbe unobiettivo legittimo per Mosca.

Ucraina, il Regno Unito mobilità 200 milioni di sterline

Londra si è detta pronta a mobilitare 200 milioni di sterline, ovvero circa 230 milioni di euro, al fine di riorganizzare, addestrare e ampliare il suo esercito in vista di un possibile futuro schieramento nel Paese invaso. Il finanziamento sarebbe prelevato dal bilancio militare del 2026 e permetterà di fornire nuovi veicoli, sistemi di comunicazione e capacità di protezione contro i droni.

In questo modo, come si legge nel comunicato rilasciato dal Ministero della Difesa britannico, sarà possibile garantire che le truppe militari del Regno Unito siano veramente pronte. La nota specifica anche che la produzione dei droni intercettori Octopus inizierà questo mese, al fine di “rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina“.

La notizia arriva a una settimana di distanza dalla visita del ministro della Difesa britannico, John Healey, a Kiev, dove ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Subito dopo, Regno Unito e Francia hanno firmato una dichiarazione di intenti in cui i due Paesi si sono detti pronti a schierare soldati a difesa della pace in Ucraina.

Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha sostenuto cheil prima possibilesaranno forniti tutti i dettagli di questa dichiarazione di intenti ed ha assicurato che il Parlamento dovrà comunque esprimersi su qualunque decisione che verrà presa in Ucraina, compresa la decisione di schierare truppe sul territorio. Inoltre, il premier ha ribadito la sua volontà di sostenere gli investimenti nella difesa dopo che la stampa ha riportato la notizia di un buco di 28 miliardi di sterline nel bilancio della Difesa.

L’ipotesi di 6mila soldati francesi in Ucraina

Nella stessa giornata di oggi, anche la Francia ha iniziato a mobilitarsi. Emmanuel Macron ha incontrato in una riunione a porte chiuse tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, al fine di presentare il piano di dispiegamento di diverse migliaia di soldati francesi in Ucraina dopo la conclusione dell’Accordo di pace.

La testata Le Monde ha riferito che, secondo la leader del gruppo parlamentare La France Insoumise Mathilde Pano, Parigi potrebbe inviare 6mila soldati“. Alla riunione hanno partecipato anche il premier, il ministro delle Forze Armate, il capo di Stato Maggiore, i presidenti dell’Assemblea Nazionale e del Senato.

Zelensky lavora ad un possibile accordo di libero scambio con gli Usa

Intanto, la testata Bloomberg riferisce che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, starebbe negoziando un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti con l’obiettivo di aiutare l’Ucraina a riprendersi. L’intesa prevedrebbe zero dazi doganali sul commercio con gli Usa per alcune aree industriali ucraine. In questo modo, Kiev avrebbe vantaggi importanti rispetto ad altri Paesi vicini e potrebbe attirare investimenti e imprese.

Zelensky ha comunque rivelato alla testata che dovrà discutere i dettagli di questa proposta direttamente con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in quanto l’accordo costituirebbe una ulteriore garanzia per la sicurezza economica del Paese. Si stima che l’intesa abbia un valore di 800 miliardi di dollari.

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