Miami è divenuta il centro dei colloqui tra Stati Uniti e Ucraina. Dopo le dimissioni del capo di gabinetto di Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, il capo del consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa dell’Ucraina, Rustem Umerov, è stato nominato capo della delegazione per i negoziati per la pace tra Kiev e Mosca. Un ruolo che lo ha investito proprio nel giorno dell’incontro con gli americani sul piano di pace presentato dal presidente Donald Trump.
Dopo diverse ore di silenzio stampa, sul caso si è espressa una fonte vicina ai negoziati, sostenendo che al momento “i colloqui non sono facile“. Questo perché entrambe le delegazioni continuerebbero e proporre formulazioni e soluzioni per la pace a Kiev, complicando il quadro di ora in ora. In ogni caso, la situazione sarebbe ancora positiva.
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Inoltre, la fonte americana ha voluto ricordare come questi colloqui si stiano effettivamente svolgendo mentre l’Ucraina si trova ad affrontare delle crescenti pressioni militari e politiche, in particolare a seguito dello scandalo della corruzione che ha colpito il Paese un mese fa. Inoltre, c’è la consapevolezza che la prossima settimana, l’inviato speciale Usa, Steve Witkoff, incontrerà Vladimir Putin in Russia.
A complicare il quadro, infatti, c’è anche la volontà americana di trovare una soluzione che possa essere accettata da entrambe le parti. “La formulazione è complicata, soprattutto per quanto riguarda i territori, perché si vedono esclusivamente come mediatori, non come una parte“, ha aggiunto il funzionario, spiegando che la delegazione russa sta pressando quella ucraina al fine di ottenere al più presto una risposta.
Ucraina, le dichiarazioni prima dell’inizio del colloquio
Poco prima dell’inizio dell’incontro, Umerov ha dichiarato di attendere un “incontro produttivo“, che possa permettere di compiere passi in avanti concreti per la liberazione del suo Paese dal giogo russo. Il capo delegazione ha affermato di essere in costante contatto con Zelensky e di avere “direttive e priorità chiare“, tra cui quelle di salvaguardare gli interessi ucraini, garantire un dialogo tra le parti e procedere a partire dai progressi che sono stati compiuti a Ginevra, ovvero nel momento della creazione di un piano di pace che tenesse veramente in considerazione gli interessi dell’Ucraina.
Ai colloqui hanno preso parte anche il Segretario di Stato Marco Rubio e gli inviati speciali Usa, Jared Kushner e Steve Witkoff, come riferito dal New York Times. Rubio ha sostenuto che l’incontro di oggi ha l’obiettivo di porre fine alla guerra e al contempo di “creare un meccanismo che consenta all’Ucraina di essere indipendente e sovrana, di non avere mai più un altro conflitto e di creare un’enorme prosperità per il suo popolo“.
Ucraina, cosa sappiamo del colloquio in Florida
Propositi non semplici da raggiungere, ma su cui entrambe le parti sono particolarmente impegnate. In sostanza, si starebbe cercando di evitare che in futuro possa verificarsi una nuova invasione, che riporti la situazione al suo punto di partenza. Lo stesso Umerov ha confermato il piano, pubblicando sui suoi canali social un post in cui viene specificato che i colloqui permetteranno di raggiungere “una pace reale e affidabile e garanzie di sicurezza a lungo termine“.
Intanto, da Kiev, Volodymyr Zelensky ha avuto un colloquio telefonico con la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen. Una conferma dei canali sempre aperti con l’Unione europea, da sempre alleata dell’Ucraina in questo conflitto. “Abbiamo discusso la situazione nella diplomazia e abbiamo una visione comune sulle questioni chiave“, ha spiegato il leader del Paese invaso, sottolineando che uno dei temi fondamentali è quello del rafforzamento della resilienza del Paese di fronte ai continui attacchi russi alle infrastrutture energetiche.
Ucraina, la posizione di Donald Trump
Risulta quindi fondamentale ogni piccolo tassello che il colloquio a Miami potrà garantire. A Ginevra, le due delegazioni avevano raggiunto un accordo sui territori e la sicurezza, tanto che si ipotizza che questi due temi siano al centro della discussione odierna. “Gli ucraini sanno cosa ci aspettiamo da loro“, ha infatti dichiarato un funzionario americano ad Axios.
Prima delle sue dimissioni, Andrij Yermak aveva dichiarato che le concessioni territoriali potevano essere negoziate solo a livello presidenziale, ma Trump ha spiegato di voler incontrare Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky solamente quando le parti saranno arrivate ad un accordo per porre fine al conflitto.
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