Il conflitto tra Russia e Ucraina prosegue senza tregua da ormai 4 anni. Il prossimo 24 febbraio sarà il quarto anniversario di una guerra che sembra aver perso i suoi pilastri fondamentali. Tra bombardamenti quotidiani e tentativi di mediazione sempre fallimentari, sembra complesso ricordare i motivi principali che hanno spinto la Mosca ad invadere Kiev.
Ad oggi, sono quattro le questioni fondamentali ancora da risolvere. Innanzitutto, Kiev dovrebbe rinunciare ai suoi territori orientali? Mosca continua a rivendicare il controllo del Donetsk, ribadendo che tali zone del Paese devono “tornare” a far parte della Russia. In secondo luogo, c’è il tema della gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Anche in questo caso, entrambi i Paesi ritengono che il sito appartenga a loro. Infine, c’è la complessa questione dell’accesso dell’Ucraina nella Nato.
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Kiev vuole entrare a far parte dell’Alleanza Atlantica, mentre il Cremlino continua a sostenere che questa decisione provocherebbe pericoli non di poco conto per i suoi confini. Al momento, quindi, si riflette sulla possibilità di garantire all’Ucraina una serie di sicurezze basate sull’articolo 5 della Nato, che prevede che ogni attacco ad un Paese membro dell’Alleanza venga considerato un’aggressione verso l’intero organismo sovranazionale.
Ucraina, oggi l’incontro con Russia e Usa ad Abu Dhabi
Al fine di discutere tali questioni, ieri il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, è volato al Davos per incontrare il presidente Usa, Donald Trump, che si trovava in Svizzera per il Forum economico internazionale. Nel corso del bilaterale, i due leader non hanno discusso la questione territoriale ma, come riferito dal presidente di Kiev, è stato raggiunto un accordo sulle garanzie di sicurezza per il dopoguerra.
“Sarebbe bello mettere fine alla guerra che, comunque, non ci costa nulla. Ma non è per i soldi è per i soldati che vengono uccisi“, ha poi sostenuto il titolare della Casa Bianca, annunciando il fondamentale incontro che si terrà oggi negli Emirati Arabi Uniti. Per la prima volta dallo scoppio del conflitto, oggi si sono incontrate le delegazioni di Usa, Ucraina e Russia per discutere il piano di pace e raggiungere un compromesso.
Trump ha inoltre chiarito che anche il presidente russo, Vladimir Putin, dovrà fare delle concessioni. “Tutti faranno delle concessioni così da raggiungere un accordo e l’Europa sarà coinvolta“, ha spiegato, aggiungendo che questo coinvolgimento sarà necessario per comprendere se l’Ue ha davvero le capacità per gestire una situazione simile. Kiev ha dichiarato che invierà il suo capo negoziatore Rustem Umerov e il capo dello staff presidenziale, Kyrylo Budanov. Da Mosca la delegazione è guidata dall’ammiraglio Igor Kostyukov a capo di una squadra di alti funzionari del ministero della Difesa, tutti militari.
Ucraina: il vertice preparatorio tra Putin e Witkoff
In previsione di questo incontro, l’inviato speciale Usa, Steve Witkoff, ha incontrato personalmente lo zar. Un bilaterale che il Cremlino ha definito “utile sotto ogni aspetto” e che è stato salutato con favore dalla Russia. La delegazione russa “si recherà ad Abu Dhabi nelle prossime ore” e sarà guidata dal generale Igor Kostyukov, alto funzionario dello Stato maggiore, come spiegato dal consigliere diplomatico russo, Yuri Ushakov.
“Siamo sinceramente interessati a una soluzione attraverso mezzi politici e diplomatici” ma “finché ciò non avverrà la Russia continuerà a perseguire i suoi obiettivi sul campo di battaglia“, ha aggiunto. Inoltre, è stato specificato che oggi ad Abu Dhabi si terrà anche un incontro dedicato alle questioni economiche tra Steve Witkoff e l’inviato del Cremlino per gli Affari economici internazionali Kirill Dmitriev, ha specificato Ushakov.
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