L’Ucraina è sopravvissuta a una nuova notte di sangue e terrore. La Russia ha deciso di sfruttare le tenebre per sferrare una serie di brutali attacchi, tutti finalizzati a dimostrare che il conflitto proseguirà finché Kiev non deciderà di scendere a compromessi con Mosca. Secondo quanto si apprende, il bilancio degli attacchi è stato piuttosto brutale.
Il presidente ucraino, Volodymir Zelensky, ha sfruttato i suoi canali social per condannare ancora una volta i raid contro la sua Nazione e per annunciare che nella notte hanno perso la vita almeno quattro persone e che almeno 25 sono state ferite. Sembrerebbe, sempre secondo il resoconto del capo di Stato ucraino, che la Russia abbia utilizzato 430 droni e 18 missili.
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Ancora una prova di forza che proviene dal Cremlino e un tentativo di ricordare che, per ora, non sono previste operazioni di resa. Zelensky ha accusato la Russia di aver messo in atto un “attacco calcolato, progettato per causare il massimo danno alla popolazione e alle infrastrutture civile“. Kiev è reduce da settimane durissime, con Mosca che ha continuato ad attaccare e creare numerosi danni alle strutture energetiche del Paese.
I blackout sono sempre più frequenti e la situazione si fa di giorno in giorno più preoccupante a causa dell’arrivo della stagione invernale. L’Unione europea si sta mobilitando in questo senso con un nuovo pacchetto di aiuti militari che possano essere di supporto a Kiev in questo momento di complessa resistenza. L’Italia ha anche garantito di star prendendo in considerazione il possibile invio di generatori di corrente per tenere attiche le infrastrutture energetiche ucraine.
Ucraina, l’attacco su ampia scala di questa notte
Sembrerebbe che nella notte almeno 16 droni siano stati abbattuti nei cieli della città di Sebastopoli, come riportato dal governatore Mikhail Razvozhayev. Grazie all’azione dell’aeronautica e dei soldati ucraini, però, la città non ha subito alcun danno.
La prima ondata di raid si è verificata intorno alle 00:45 ora locale, seguita da una un quarto di ora dopo e una terza all’1:30. I radar avevano segnalato oltre 120 droni in rotta verso Kiev, mentre decine di missili da crociera e balistici venivano lanciati verso varie regioni dell’Ucraina. I missili non hanno preso di mira sono zone residenziali e strutture civili, ma anche la rete energetica del Paese. Diverse zone della città, infatti, sono rimaste al buio e senza riscaldamento.
Secondo quanto riferito da un comunicato del sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, almeno 11 edifici a più piani in tutta la città sono stati colpiti. Una delle vittime dei raid di questa notte viveva in un grattacielo del quartiere di Desnianskyi, dove si sarebbe sviluppato un incendio tra il quinto e l’ottavo piano.
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