Mentre Vladimir Putin sfila in divisa militare al poligono di Mulino a Nizhny Novgorod, circondato da soldati, l’encefalogramma dei negoziati di pace tra Mosca e Kiev è piatto, e lo schema delle nuove sanzioni, complice l’ambiguità di Donald Trump, molto confuso.
Il pressing per accelerare su una stretta sulla Russia, è arrivata dalla Casa Bianca quanto da Varsavia, rimasta ancora una notte con il fiato sospeso per un drone russo intercettato mentre sorvola su alcuni edifici della capitale. E se il premier Donald Tusk ha invitato alla calma non escludendo che si sia trattato di una “provocazione involontaria“, da Bruxelles il suo vice ministro per gli Affari europei Ignacy Niemczycki, è tornato sulla vicenda della notte tra il 9 e il 10 settembre. L’incursione dei droni, ha avvertito, è parte di “una più ampia tattica di minacce ibride della Russia” corredata di sabotaggi e campagne di disinformazione. Rispetto alla quale la risposta non può che passare da sanzioni più forti.
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Sikorski: “Non siamo in guerra con Putin”
Di similare visione è il ministro degli Esteri polacco,Radoslaw Sikorskiche ai microfoni deIl Corriere della Seraha rivelato alcuni desideri che lo zar vorrebbe realizzare propabilmente sfregando il genio della lampada. “Putin sogna” di tornare ai confini dell’ex Unione Sovietica “ma da oltre 11 anni combatte in Donbass e non è riuscito a prenderlo interamente, figuriamoci il resto“.
Le sue parole appaiono in questo teso momento come un calmante per tutti i Paesi alleati dell’Ucraina. “Tutti credevamo che le forze armate russe fossero le seconde al mondo. Non lo sono. Anzi, il primo corpo d’invasione nel 2022 è già stato distrutto. I sogni imperiali non corrispondono alla realtà“, avverte il ministro precisando con categorica presa di posizione che “non siamo in guerra con la Russia“.
Infatti, ciò da cui non bisogna distogliere l’attenzione e l’impegno, ricorda Sikorski, è operare per fermare l’invasione del Paese di Volodymyr Zelensky che è “nostro diritto“. Al Cremlino, che accusa Nato ed Europa di essere già di fatto in guerra con la Russia, risponde osservando come l’Ucraina sia “attaccata da un membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E l’invasione è stata condannata dalla stragrande maggioranza dell’Assemblea generale dell’Onu“.
“Noi stiamo semplicemente prendendo contromisure che la comunità delle nazioni è chiamata a scegliere nel rispetto del diritto internazionale“. Sul rischio discontro diretto con Moscachiarisce che “droni e missili russi non dovrebbero volare nello spazio aereo ucraino” e spiega come siano “armi guidate da remoto o in caduta libera che colpiscono indiscriminatamente la popolazione” e a detta del ministro polacco, si dovrebbe intervenire quando quelle “armi volanti mettono in pericolo i nostri cieli“.
Per completare il quadro della situazione da parte di una figura ai vertici del governo polacco, Sikorski parla anche del presidente a stelle e strisce, dicendo di non pensare che abbia abbandonato la difesa dell’Europa in quanto ci sarebbe quello che ha definito “un apparato militare comune“.
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