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Ucraina, Witkoff e Kushner al Cremlino per l’incontro con Putin: subito dopo il summit con Zelensky

A seguito dell'incontro con il presidente russo, i due inviati Usa potrebbero volare in un Paese europeo per incontrare il leader di Kiev. Lo riporta su X Barak Ravid, giornalista di Axios

5 Min di lettura

Hanno avuto da poco inizio i colloqui sull’Ucraina tra il presidente russo, Vladimir Putin, e gli inviati speciali degli Stati Uniti, Steve Witkoff e Jared Kushner, che è anche il cognato del presidente Donald Trump. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha spiegato che il summit avrebbe avuto inizio alle 17 ora locale, ovvero le 14 ora italiana. Mosca ha chiarito che l’incontro è strettamente privato e sarà presente solamente un interprete.

Proprio nel corso del colloquio in Russia, un’indiscrezione ha iniziato a prendere piede. Secondo quanto riferito dal giornalista di Axios, Barak Ravid, i due inviati Usa potrebbero lasciare Mosca subito dopo l’incontro con lo zar per raggiungere un altro Paese europeo. Lì, ad attenderli, vi sarebbe proprio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, per un incontro di persona.

Questa mattina i due americani sono atterrati a Mosca e hanno incontrato Kirill Dmitriev, rappresentante speciale di Putin per gli investimenti e la cooperazione economica con i Paesi stranieri e capo del Fondo russo per gli investimenti diretti, come ha riferito la Tass. Le riunioni si svolgono a pochi giorni di distanza dal summit tra la delegazione americana e quella ucraina, guidata da Rustem Umerov, nominato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky come sostituto del capo negoziatore Andriy Yermak, che si è dimesso dopo lo scandalo della corruzione sulle tangenti legate all’energia.

I due incontri, quello con l’Ucraina e con la Russia, vedono gli Usa in veste di mediatori con l’obiettivo di creare un accordo di pace che sia accettabile da entrambe le parti coinvolte nel conflitto. Intanto, alla Nato si è tenuto ieri un Consiglio Atlantico straordinario, in cui gli Stati Uniti hanno aggiornato gli alleati sui negoziati in corso con l’Ucraina e sulla bozza di accordo che sottoporranno a Mosca.

Ucraina, la posizione dell’Ue

Si è trattato di un’occasione necessaria per sottolineare alcune questioni di diretto interesse europeo. “Quindi, in sostanza, ciò che si vede è che l’Europa non è nella sala dei negoziati ma le posizioni europee sono sul tavolo delle trattative: stiamo andando nella giusta direzione“, ha affermato una fonte diplomatica alleata. L’Unione europea sta infatti cercando di capire in che modo entrare di pieno diritto al tavolo dei negoziati, continuando anche a sostenere Kiev.

Un passaggio non semplice, viste anche le difficoltà economiche che questo supporto prevede. Alla luce di ciò, la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha proposto l’utilizzo di 140 miliardi di euro provenienti dagli asset russi congelati in Europa. Un passaggio osteggiato sia dal Belgio, che teme un processo da parte russa che potrebbe portare alla bancarotta del Paese che ospita le istituzioni europee, sia dalla Bce, che si è rifiutata di fare da garante in questa procedura.

Ucraina, Zelensky vede Umerov: focus sullo stato dei colloqui di pace

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha incontrato di persona Rustem Umerov dopo i colloqui di Miami per essere informato dello stato dei colloqui di pace. Il leader di Kiev ha sottolineato che il suo Paese sta affrontando il lavoro diplomaticocon la massima serietà“. Il capo di Stato ha invece accusato Mosca di aver “già lanciato nuove campagne di disinformazione in vista dei preparativi per i prossimi incontri con la parte americana“.

Probabilmente il riferimento è alla narrazione russa sulla situazione sul campo di battaglia, incluso Pokrovsk, e sulle conquiste dell’esercito russo. Zelensky ha poi dichiarato di aver dato a Umerov l’istruzione di proseguire il lavoro nel modo più costruttivo possibile con la squadra del presidente Usa e con gli alleati europei. “L’intelligence ucraina fornirà ai partner tutte le informazioni disponibili sulle reali intenzioni della Russia“, ha sostenuto, riferendosi al presunto tentativo del Cremlino di utilizzare gli sforzi diplomatici non per una reale intenzione di porre fine alla guerra, ma solamente come escamotage per ridurre le sanzioni emanate nei suoi confronti.

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