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Ucraina, Kallas spinge sull’uso degli asset russi: “Unica soluzione che funziona, dobbiamo restare uniti”

La settimana in corso, quindi, potrebbe rivelarsi decisiva per ottenere i finanziamenti a favore dell'Ucraina. Il voto sarà cruciale perché necessita del via libera del Belgio, in quanto è il Paese che detiene la maggior parte degli asset congelati. "Dobbiamo mantenere la mente lucida - ha spiegato Kallas - quelle della Russia sono solo minacce, come abbiamo già visto in passato, ma se restiamo uniti siamo molto più forti"

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Nella giornata di oggi, il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, incontrerà a Berlino le delegazioni e i leader europei per discutere il futuro del suo Paese. Un incontro confermato qualche giorno fa, dopo le consultazioni con Bruxelles sulla proposta di pace da far supervisionare al presidente Usa, Donald Trump. Il leader di Kiev ha incontrato proprio ieri, sempre nella capitale tedesca, la delegazione americana, guidata dagli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner.

Un summit fondamentale per comprendere in che modo giungere ad un compromesso che porti la pace nel Paese. Proprio ieri, Zelensky ha deciso di annunciare una nuova proposta: l’Ucraina rinuncerà ad entrare nella Nato in cambio di garanzie di sicurezza Usa e Ue basate sull’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica. Questa possibilità, quindi, è stata discussa nell’incontro che si è tenuto ieri e, probabilmente, sarà affrontata anche oggi.

L’Unione europea, intanto, ha da risolvere anche ulteriori controversi. Oggi si riunirà il Consiglio degli Esteri dell’Ue, il cui tema principale sarà quello dell’utilizzo degli asset russi congelati in Europa. Un argomento complesso su cui tutti e 27 gli Stati membri non si trovano d’accordo. Il timore di alcuni, in particolare il Belgio, è che l’uso di questi asset possa convincere la Russia a fare causa a Bruxelles, provocando un danno economico piuttosto ingente.

Ucraina, Kallas: “Oltre agli asset, nessun altro strumento funziona

L’Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Kaja Kallas, si è intrattenuta con i giornalisti proprio a poche ore dall’inizio del Consiglio. La leader estone ha specificato che al momento non vi sono altre opzioni per sostituire l’apporto garantito dall’Uso degli asset. “Le altre opzioni non funzionano, già due anni fa ho proposto gli Eurobond per sostenere l’Ucraina, ma non c’è unanimità“, ha spiegato, continuando a rivendicare l’importanza di misure simile.

Così lanciamo un messaggio: se si causano tutti questi danni a un altro Paese, si deve pagare i risarcimenti“, ha sostenuto l’Alto rappresentante Ue. In molti, però, restano scettici. L’Italia e altre 3 Paesi hanno inviato una lettera alla Commissione con cui si esprime la necessità di continuare ad esplorare soluzioni alternative. “Abbiamo diverse opzioni sul tavolo e saranno discusse nella riunione dei leader giovedì“, ha continuato Kallas, sottolineare che l’opzione più credibile resta comunque quella dell’uso degli asset.

La questione, però, risulta sempre più complessa. Proprio la settimana in corso, quindi, potrebbe rivelarsi decisiva per ottenere i finanziamenti a favore dell’Ucraina. Il voto sarà cruciale perché necessita del via libera del Belgio, in quanto è il Paese che detiene la maggior parte degli asset congelati. “Dobbiamo mantenere la mente lucida – ha spiegato Kallas – quelle della Russia sono solo minacce, come abbiamo già visto in passato, ma se restiamo uniti siamo molto più forti“.

Ucraina, le reazioni Ue all’uso degli asset russi

A esprimere pesanti dubbi è anche il leader ungherese, Viktor Orban, che ha specificato come “l’Europa voglia continuare, anzi ampliare la guerra sul piano economico con la confisca dei beni russi congelati“. Dal suo punto di vista, infatti, un’azione del genere equivarrebbe a una vera e propria dichiarazione di guerra. “Allacciate le cinture, sarà una settimana movimentata“, ha poi aggiunto con un certo sarcasmo.

Sulla stessa linea di Kallas si è espresso il ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys, il quale ha evidenziato come il prestito degli asset russi non sia l’opzione migliore, ma l’unica che possa essere adottata dall’Ue. Kallas è poi tornata a parlare dei pericoli a cui la Russia espone quotidianamente l’Ue. “Il Donbass non è l’obiettivo finale di Putin. Se conquista il Donbass, la fortezza cadrà e allora procederanno sicuramente alla conquista dell’intera Ucraina. E, come sapete, se l’Ucraina cade, anche altre regioni saranno in pericolo“, ha tuonato, ribadendo il concetto per cui la sicurezza di Kiev è la sicurezza dell’Ue.

Ucraina, Kallas: “Dobbiamo garantire a Kiev garanzie di sicurezza che funzionino”

In questo senso, per Kallas è fondamentale che si assicurino garanzie di sicurezza all’Ucraina. “Non possono essere documenti o promesse. Devono essere truppe reali, capacità reali, in modo che l’Ucraina sia in grado di difendersi“, ha spiegato ancora ai giornalisti, chiarendo che oltre all’attività dei Volenterosi, va garantita a Kiev anche l’adesione all’Unione europea. Senza questi aiuti, la pace non potrà essere duratura come auspicato.

Su questo tema si è espressa la commissaria Ue all’Allargamento, Marta Kos, che ha voluto chiarire come l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea svolgerà un ruolo cruciale nei negoziati per la pace. “Nessuno si oppone all’adesione dell’Ucraina all’Ue, e questo è un ottimo inizio“, ha spiegato chiarendo che Bruxelles continua a ricevere feedback positivi sulla questione, che fanno quindi ben sperare.

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