Ucraina tra gelo e blackout, l’appello di Papa Leone: “Intensificare gli sforzi per la pace”

Temperature che sfiorano i -20°, attacchi russi che sfregiano il Paese nel cuore della sopravvivenza: le infrastrutture energetiche. L'appello del Santo Padre è un'incoraggiante pacca sulla spalla agli alleati europei sicché possano proseguire nel loro intento diplomatico senza perdere la speranza

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L’Ucraina è nella morsa del gelo, come ricorda Papa Leone XIV, che all’Angelus dà voce alle sue preoccupazioni ricordando di pregare per chi soffre e rinnovando l’appello a cessare le violenze e ad intensificare gli sforzi per arrivare la pace. Un accorato appello che arriva proprio mentre a Londra, Parigi e Washington si pensa al dopoguerra in Ucraina, elaborando piani per il dispiegamento di migliaia di truppe e per finanziamenti miliardari.

Intanto, però, Kiev si ghiaccia. Dopo settimane di bombardamenti russi e il freddo inverno hanno piegato le infrastrutture energetiche, con centinaia di migliaia di persone che patiscono i continui blackout.

Si contano, difatti, quasi 98.000 famiglie senza corrente elettrica, con le riparazioni rallentate da neve e ghiaccio che stanno provocando ulteriori danni. Una situazione similare che si ripropone anche a Dnipro, in 50 mila senza elettricità, e a Odessa, ancora bersagliata dai droni.

E in questa drammatica cornice, arriva uno spiraglio di luce dalla Francia. Le Monde rivela che all’indomani del vertice della coalizione dei Volenterosi, Emmanuel Macron, ha incontrato in una riunione a porte chiuse tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento per presentare loro il piano di dispiegamento di diverse migliaia di soldati francesi in Ucraina. Un’operazione che sarà attuata non appena sarà bollato l’accordo di pace.

Da Londra invece le preparazioni per il post conflitto prevedono lo stanziamento di 200 milioni di sterline costruire il suo esercito in vista di un futuro dispiegamento di una forza multinazionale in Ucraina. In sostanza, l’obiettivo sarebbe avere “nuovi veicoli, sistemi di comunicazione e capacità di protezione contro i droni, garantendo così che le truppe britanniche siano pronte per essere dispiegate”.

Le iniziative di Parigi e Londra, però, irritano gli animi in quel di Mosca, da dove il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, tuona con polso fermo che “la Russia non accetterà truppe europee o Nato in Ucraina, ma no, Macron continua a spacciare queste patetiche idiozie“. Un avvertimento che viene accompagnato dalla minaccio dell’uso del missile ipersonico Oreshnik contro le forse europee.

E in questo scenario, si inseriscono anche le intenzioni degli Stati Uniti. Stando a quanto rivelato da Bloomberg, il presidente Volodymyr Zelensky starebbe discutendo di un “potenziale accordo di libero scambio con gli Usa come parte di un più ampio pacchetto di misure volte a promuovere la ripresa del Paese dopo la guerra“.

Un’intesa che includerebbe zero dazi sul commercio con Washington e si applicherebbe ad alcune aree industrializzate dell’Ucraina, dando al Paese “carte molto forti rispetto agli stati vicini e come il leader di Kiev, potrebbe potenzialmente attirare investimenti e imprese. L’accordo di libero scambio potrebbe essere al centro del possibile incontro tra Zelensky e Donald Trump a Davos, durante il World Economic Forum a Davos.

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