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Russia, il Cremlino prende posizione: “La Nato è di fatto in guerra con noi”

Il Cremlino continua a respingere le accuse e sostiene che le due incursioni non siano state provocate dal governo russo. Una risposta che non ha affatto soddisfatto la Nato, che continua a serrare le fila per dimostrare ai suoi Paesi membri di essere compatta e grado di rispondere a questo tipo di minacce

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La tanto temutaescalation del conflitto tra Russia e Ucrainapotrebbe essere arrivata. Dopo l’incursione di alcuni droni russi in Polonia e di un in Romania, la Nato si è mobilitata per individuare una modalità di deterrenza utile da sfruttare contro le truppe del Cremlino. Una serie di riflessioni che avrebbero mandato in furia Mosca, il cui presidente, Vladimir Putin, ha più volte ribadito di non avere alcuna intenzione di allargare il conflitto.

Il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, ha sostenuto che “la Nato è di fatto coinvolta nel conflitto” a causa del sostegno dei Paesi occidentali all’Ucraina. “La Nato è in guerra con la Russia. Questo è ovvio e non richiede ulteriori prove“, ha aggiunto convinto, generando una certa preoccupazione nell’opinione pubblica occidentale.

Un concetto che è stato rinforzato anche dall’intervento del vicepresidente del Consiglio di sicurezzaDmitry Medvedev, il quale ha dichiarato all’agenzia Tass che “permettere ai Paesi della Nato di abbattere i droni russi sull’Ucraina significa dichiarare guerra tra l’Alleanza e la Russia“. Ad aggravare la situazione vi sarebbe l’intenzione della Nato di creare una “no fly zone” sui territori sensibili situati sul fianco Est dell’Europa. Secondo Medvedev si tratterebbe solamente di una “idea provocatoria di Kiev e di altri idioti” che potrebbe provocare un’improvvisa complicazione del conflitto.

Russia-Nato, cresce la tensione dopo l’annuncio di “Sentinella dell’Est”

Il Cremlino, comunque, continua a respingere le accuse e sostiene che le due incursioni non siano state provocate dal governo russo. Una risposta che non ha affatto soddisfatto la Nato, che continua a serrare le fila per dimostrare ai suoi Paesi membri di essere compatta e grado di rispondere a questo tipo di minacce. Lo scorso 13 settembre, quindi, il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha annunciato in conferenza stampa l’operazione militare “Sentinella dell’Est“, finalizzata a proteggere il fianco orientale dell’Alleanza.

La missione è entrata in vigore nell’immediato, anche se Rutte ha specificato che settimana dopo settimana verrà implementata con nuove parti. Il programma, infatti, comprende una serie dicontributi da parte degli alleati della Natoche andranno ad aggiungersi a quelli già schierati nei vari territori europei. Nello specifico, ad essere rafforzati saranno quei Paesi che confinano con Russia, Bielorussia e Ucraina.

A preoccupare, infatti, è anche l’esercitazione militare strategica congiunta Zapad-2025tra Russia e Bielorussia, che si svolge proprio al confine con la Polonia. Oggi, la portavoce dell’Ue per la Politica estera, Anitta Hipper, ha dichiarato che Bruxelles continua a monitorare attentamente la situazione e al contempo chiede ai due Paesi di rispettare il Documento di Vienna dell’OSCE del 2011, che richiede la notifica  preventiva per le attività militari.

Tornando allaSentinella dell’Est, si ipotizza che questa operazione possa essere migliorata anche conno fly-zone, che protegga i Paesi partner più esposti alla minaccia russa. Si tratterebbe di una zona in cui non è possibile il passaggio di velivoli, pena l’intervento delle forze militari Nato. Di fronte a questa possibilità era già intervenuto il portavoce del Cremlino, sostenendo chela Russia continua ad impegnarsi per l’individuazione di una soluzione diplomatica per il conflitto, mentregli europei la stanno ostacolando“.

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