L’offensivaucrainasi sposta sempre più in profondità sul territorio russo, colpendo un settore strategico: quelloenergetico. Una scelta che punta a indebolire la capacità economica di Mosca e, di riflesso, il suo sforzo bellico. Flotta ucraina colpisce petroliere e porti russi in un raid, l’obiettivo è colpire l’economia russa e non solo.
Raid dell’Ucraina sui porti petroliferi russi
Secondo leautorità locali,un attacco con droni ha colpito il porto diPrimorsk, sul Mar Baltico, uno degli snodi chiave per l’export di greggio russo. Il governatoreAlexander Drozdenkoha confermato unincendio, precisando però che non si sarebbero verificatefuoriuscite di petrolio.
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Lo scalo, gestito dalla compagnia stataleTransneft, è in grado di movimentareenormi quantità di greggio ogni giorno. La sua posizione, a oltre mille chilometri dal confine ucraino e vicino a San Pietroburgo, evidenzia la crescente portata degliattacchi di Kiev.
Nel mirino anche la “flotta ombra”
Il presidente ucrainoVolodymyr Zelenskyha rivendicato operazioni contro tre petroliere della cosiddetta “flotta ombra”, utilizzata secondo Kiev per aggirare lesanzioni occidentali.
Due navi sarebbero state colpite nei pressi delporto di Novorossiysk, mentre un’ulteriore offensiva avrebbe preso di mira anche unità militari, tra cui unanave lanciamissili della classe Karakurt.“Queste petroliere erano attivamente utilizzate per il trasporto dipetrolio. Ora non lo saranno più”, ha dichiarato Zelensky.
L’operazione, ha aggiunto, sarebbe il risultato diun’azione coordinatatra diverse strutture ucraine, tra cui servizi di sicurezza, forze speciali e intelligence militare.
Mosca non conferma
Al momento, la Russia non ha confermato ufficialmente i danni rivendicati da Kiev.Rimane quindi incerto l’impatto reale degli attacchi, soprattutto per quanto riguarda le unità navali e le infrastrutture colpite.
Strategia: colpire l’economia della guerra
Negli ultimi mesi, Ucraina ha intensificato le operazioni contro leinfrastrutture energetiche russe.L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre i proventi del petrolio, considerati una delle principali fonti di finanziamento del conflitto. Una strategia che alza il livello dello scontro e amplia il campo di battaglia ben oltre la linea del fronte.
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