Wael Naouar, attivista tunisino pro-Palestina e tra i principali esponenti dellaSumud Flotilla,ha iniziato uno sciopero della fame nel carcere di Mornaguia, alle porte di Tunisi. La protesta è iniziata domenica 16 agosto ed è stata resa pubblica oggi dalComitato nazionale per la difesa degli attivisti della Flotilla e dei diritti palestinesi.
Naouar chiede la proprialiberazionee quella degli altri militanti della Sumud Flotilla ancora detenuti. Chiede inoltre la chiusura dei procedimenti giudiziari avviati nei confronti degli attivisti.
Leggi Anche
“Sumud”, fermezza e resistenza
Secondo il Comitato, Naouar ha chiamato il suo sciopero della fame“Sumud“, termine arabo associato ai concetti difermezza, perseveranza e resistenza.Il nome richiama direttamente l’iniziativa della Flotilla, impegnata in attività a sostegno della popolazione palestinese e per rompere il blocco della Striscia di Gaza.
L’inchiesta sui finanziamenti
Naouar è detenuto dall’inizio di marzo nell’ambito di un’inchiesta condotta dalPolo giudiziario economico e finanziario di Tunisisui finanziamenti raccolti dalla struttura tunisina della Sumud Flotilla. Il 6 marzo la procura aveva aperto un’indagine su quelli che una fonte giudiziaria aveva definito“flussi finanziari sospetti” ricevuti dal comitato organizzatore.
Dieci giorni dopo, il 16 marzo, un giudice istruttore aveva emessomandati di arrestonei confronti di sette componenti del comitato. Le accuse oggetto dell’inchiesta comprendonofalsificazione, truffa e riciclaggio di denaro. Il Comitato Sumud ha respinto le accuse e ha chiesto più volte la liberazione degli attivisti, sostenendo che il procedimento sia legato alle attività organizzate a sostegno della popolazione di Gaza.
Quattro attivisti ancora detenutiin Tunisia
A quasi cinque mesi dall’apertura dell’inchiesta,quattro attivisti risultavano ancora in custodia cautelareall’11 agosto: oltre aWael Naouar, Ghassen Henchiri, Ghassen Boughdiri e Nabil Chennoufi. Lo sciopero della fame riaccende così i riflettori sugli attivisti della Sumud Flotilla e sulla richiesta di porre fine alla loro detenzione e ai procedimenti giudiziari.
© Riproduzione riservata













