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Trump al fianco di Zelensky scuote la Nato: “Deve abbattere i jet russi nei suoi cieli”

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I 57 minuti di intervento al Consiglio di Sicurezza dell’Onu non sono bastati al presidente Usa, Donald Trump. Il titolare della Casa Bianca ha sfruttato la parte pubblica dell’incontro con il suo omologo ucraino. Volodymyr Zelensky, per mandare nuovi e durissimi messaggi alla Nato. Dopo le incursioni che si sono verificate questa notte a Copenaghen e Oslo, dove sono stati avvistati droni di matrice sconosciuta, il Tycoon è tornato ad affrontare l’argomento delle provocazioni russe.

Stavolta, però, non vi sarebbero stati tentativi di giustificare o scusare il comportamento del presidente russo Vladimir Putin. Dopo lo sconfinamento in Romania e Polonia, infatti, il titolare della Casa Bianca aveva ipotizzato che questo fosse un errore e non una scelta deliberata. Oggi, invece, non ci sono stati mezzi termini. “Le Nazioni della Nato dovrebbero abbattere gli aerei russi che violano lo spazio aereo“, ha tuonato il capo degli Stati Uniti, portando la discussione su un nuovo livello.

Inoltre, il presidente sarebbe tornato indietro rispetto all’apertura dei giorni scorsi riguardante il sostegno alla Nato da parte degli Usa. Proprio ieri, il neoambasciatore Usa all’Onu, aveva annunciato che Washington avrebbe “tutelato ogni centimetro del territorio dell’Alleanza Atlantica“. Oggi, invece, la volontà del Tycoon sembrerebbe ben diversa. Trump ha sostenuto che il sostegno degli Stati Uniti dipenderà da una serie di fattori.

Donald Trump: “Tra un mese vi dirò se mi fido di Putin”

Inoltre, il miliardario ha preso tempo anche sulle sue considerazioni riguardanti le azioni della Russia. “Vi dirò tra un mese se mi fido ancora di Vladimir Putin“, ha dichiarato, ripetendo una fase che ormai pronuncia da diverse settimane. Riferendosi poi a Zelensky, con cui sta ora conducendo un incontro a porte chiuse, Donald Trump lo ha definito “un uomo coraggioso che combatte con tutte le sue forze“.

Lo stesso presidente ucraino ha dichiarato di avere una serie di buone notizie dal fronte che vuole comunicare al suo omologo americano, con cui anche oggi discuterà su come porre fine alla guerra. Zelensky ha ancora una volta dichiarato di auspicare che dagli alleati giungano nuovi aiuti, così come nuove e più forti pressioni nei confronti della Russia. “Sosteniamo pienamente la sua idea, signor Presidente, di fermare l’acquisto di petrolio e gas russi da parte dei Paesi europei“, ha sostenuto, aggiungendo che l’Ue dovrà trovare modi alternativi per alimentarsi.

Intanto, ieri dalla Russia sarebbero giunte dichiarazioni con toni moderati. Vladimir Putin ha ribadito di non avere intenzione di scatenare un’escalation, chiarendo comunque che la Russia è in grado di rispondere a qualsiasi tipo di minaccia, compresa quella degli Stati Uniti. Nel tentativo di pacificare gli animi, lo zar avrebbe proposto agli Stati Uniti di prorogare di un anno il trattato Restart sul controllo e la limitazione delle armi nucleari. Un’offerta che sarebbe stata apprezzata dal Tycoon, il quale continua a mantenere una posizione poco netta nei confronti di Mosca.

L’Ue, invece, sembra convinta che ogni azione perpetrata dal Cremlino sia una provocazione finalizzata a testare i limiti della Nato e comprendere fino a dove può spingersi con gli attacchi. Anche di fronte al caso danese, in cui i doni non hanno ancora una matrice chiara, la Commissione europea è tornata a condannare le azioni della Russia, chiarendo che ad ogni provocazione vi sarà una risposta netta. Solo lo scorso venerdì, Bruxelles ha presentato il 19esimo pacchetto di sanzioni, finalizzato ad indebolire l’economia di Mosca.

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