Israele, Trump sente Netanyahu: “Resta l’impegno ad eliminare Hamas e smilitarizzare Gaza”

Alla situazione di costante pericolo presente a gaza, si aggiunge una questione tutta interna ad Israele. Benjamin Netanyahu ha chiesto ufficialmente la grazia al presidente israeliano, Isaac Herzog, per i capi di imputazione per cui è a processo. Una richiesta rinforzata anche dal presidente americano

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Donald Trump non ha abbandonato il suo proposito di portare la pace in Medio Oriente. Nonostante i progressi sul fronte ucraino, con la delegazione Usa e quella di Kiev che si sono incontrare a Miami, in Florida, il presidente americano continua a tenersi impegnato anche sul fronte mediorientale. Nel pomeriggio di oggi, infatti, il Tycoon ha sentito telefonicamente il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu.

L’ufficio del premier ha confermato la telefonata, chiarendo che i due leader hanno sottolineato nel corso del loro colloquio l’impegno per il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza, avendo anche una conversazione sull’estensione degli accordi. Inoltre, il titolare della Casa Bianca ha invitato il suo alleato a Washington per un nuovo incontro dal vivo nel prossimo futuro.

Una telefonata che giunge in un momento complesso. I negoziati sono in stallo e, intanto, nella Striscia di Gaza si continua a morire. Sono numerose le tensioni che quotidianamente si innalzano, anche in considerazione della presenza di soldati delle Forze di Difesa Israeliane sulla Linea Gialla, decisa insieme agli americani. Nelle mani di Hamas, invece, rimangono i corpi di tre ostaggi senza vita non ancora riconsegnati.

Israele, la telefonata di Trump dopo la nuova richiesta di Grazia al premier

A questa situazione di costante pericolo, poi, si aggiunge una questione tutta interna ad Israele. Benjamin Netanyahu ha chiesto ufficialmente la grazia al presidente israeliano, Isaac Herzog, per i capi di imputazione per cui è a processo. Una richiesta rinforzata anche dal presidente americano. Nella sua ultima visita a Gerusalemme, poco prima della firma degli accordi pace, Donald Trump si era rivolto a Herzog esortandolo a concedere la Grazia al premier. Una proposta poi ribadita tramite una lettera spedita dalla Casa Bianca.

Per il momento, il presidente dello Stato ebraico non ha ancora preso una decisione sulla vicenda. “Nella mia scelta considererò solo il bene dello Stato e della società israeliana“, ha spiegato Herzog ai media locali, a 24 ore di distanza dalla nuova richiesta. “La questione dell’appello alla clemenza del primo ministro Netanyahu è chiaro che scuote moltissime persone nel Paese, nei vari settori pubblici, e provoca dibattiti, ma ho già chiarito che sarà gestita nel modo più corretto e preciso“, ha voluto specificare, chiarendo di non essere influenzabile.

Il presidente ha infatti sostenuto di non essere in alcun modo toccato dai discorsi violenti. Sono solo quelli rispettosi ad attirare la sua attenzione, suscitando anche discussioni e dialoghi vari. Il riferimento è proprio alle pressioni che sono giunte da vari membri della coalizione di governo Netanyahu. Tra queste, c’è quella della ministra dell’Ambiente, Idit Silman, la quale ha sostenuto che, nel caso in cui Herzog si rifiutasse di concedere la Grazia al premier, Trump potrebbe essere costretto ad intervenire direttamente, sanzionando gli alti funzionari della magistratura israeliana.

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