Dopo mesi di tensioni, accuse e provocazioni pubbliche, il presidente americano Donald Trump torna a usare parole concilianti nei confronti della premierGiorgia Meloni. Interpellato dai giornalisti alla Casa Bianca sul rapporto con la presidente del Consiglio italiana, il presidente americano ha risposto senza esitazioni: “Molto buono. Penso che sia un rapporto molto buono“. E alla domanda se gli piaccia ancora Meloni, ha aggiunto: “Mi piace. Mi è sempre piaciuta“.
Poche parole, ma sufficienti a segnare un cambio di registro rispetto alla fase più aspra dei rapporti tra Washington e Roma. Ancora nei mesi scorsi, infatti, Trump aveva rivolto alla premier critiche dirette, soprattutto sul mancato sostegno italiano alle iniziative americane legate all’Iran e allo Stretto di Hormuz.
Dalla sintonia alle tensioni
Eppure, all’inizio del secondo mandato di Trump, le premesse sembravano essere diverse. Meloni aveva più volte rappresentato il rapporto con il presidente americano come una delle relazioni internazionali sulle quali puntare, anche in virtù di alcune convergenze politiche, dall’immigrazione alla critica della cultura “woke“.
In un’intervista al New York Times dello scorso agosto, la premier aveva però ammesso che il rapporto con Trump si era rivelato più complicato del previsto: pensava che, viste le posizioni comuni su alcuni temi, “le cose sarebbero state più semplici“, ma “le cose sono andate diversamente”.
La frizione era diventata particolarmente evidente durante il G7 di giugno. Trump aveva raccontato di aver ricevuto da Meloni una richiesta insistente per una fotografia insieme, descrivendola come una sorta di “supplica“. La risposta della premier era stata netta: “L’Italia e io non imploriamo mai“.
Il caso Iran e lo scontro a distanza
La questione più delicata era però diventata quella iraniana. Nel corso dell’estate Trump aveva manifestato il proprio disappunto per la posizione italiana, sostenendo che Meloni non avesse appoggiato gli Stati Uniti nella gestione della crisi e nelle questioni legate allo Stretto di Hormuz.
A luglio il presidente americano aveva persino pubblicato sui social un meme raffigurante Meloni accompagnato dalla frase “Serve un ordine restrittivo“. La premier aveva scelto di non alimentare lo scontro e, parlando dei rapporti con Trump, si era limitata a definirli “cordiali“.
Lo stesso Trump aveva poi spiegato che il rapporto era diventato “un po’ cattivo“, collegando il deterioramento dei rapporti al rifiuto italiano di un maggiore coinvolgimento nelle operazioni americane legate all’Iran.
Ora il tono cambia di nuovo
La dichiarazione di queste ore sembra dunque chiudere, almeno sul piano pubblico, una fase particolarmente movimentata. Trump non ha solo definito “molto buono” il rapporto con Meloni, ma ha sottolineato di averla sempre apprezzata.
Il nuovo tono arriva mentre i rapporti tra Washington e i partner europei restano attraversati da dossier delicati, dall’Iran all’energia. Per Meloni, la dichiarazione rappresenta quindi un segnale pubblico di distensione dopo un’estate in cui la sintonia personale e politica con il presidente americano era stata messa più volte alla prova. Resta da capire quanto questa nuova fase si tradurrà in una stabilizzazione effettiva del rapporto tra Roma e Washington e quanto, invece, rifletta la mutevolezza del confronto diretto tra i due leader.
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