“Sono molto deluso daVladimir Putin“, ha sentenziato ancora una volta il presidente Usa,Donald Trump, commentando la mancanza di interesse del suo omologo russo nella conclusione del conflitto contro l’Ucraina. Dopo tre anni di guerra e 7 mesi di mandato, il Tycoon ha deciso di agire nel tentativo di convincere il Cremlino a porre fine alle offensive (Ne abbiamo parlato qui).Se la Russia non troverà un accordo entro 50 giorni, allora gli Stati Uniti imporranno dazi al 100% sulle esportazioni di Mosca.
Una minaccia che a primo sguardo potrebbe apparire catastrofica per il Paese di Vladimir Putin, ma che in realtà è più blanda di quanto finora immaginato. Tanto chele borse russe hanno aperto in rialzo. Il timore è che Trump agisse in maniera molto più dura mettendo in atto contromisure che veramente avrebbero potuto mettere in difficoltà la Russia. I 50 giorni per prendere una decisione, infatti, sarebbero unatempistica piuttosto lunga, che potrebbe tramutarsi in un nulla di fatto.
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Inoltre, i dazi sarebbero insufficienti se si tiene in considerazionequanto poco esporti la Russia negli Stati Uniti. Si tratta di transazioni per 3,5 miliardi, tra l’altro di materiali, come uranio e titanio, che sono più indispensabili agli Usa di quanto questi soldi lo siano alla Russia. Per essere efficaci, quindi, i dazi non devono essere indirizzati solo alla Russia, ma a tutti quei Paesi che acquistano il petrolio di Mosca e che le vendono le materie prima di cui ha bisogno, come la verdura e i chip per i droni. India, Turchia e Cina sono dunque i Paesi su cui avrebbe dovuto concentrarsi l’azione del Tycoon.
Zelensky e il rimpasto di governo per fare felice Trump
Il presidente ucraino,Volodymyr Zelensky, ha comunque sostenuto di essere “grato” al titolare della Casa Bianca che ha autorizzato maggiori forniture di armi a Kiev. Il leader di Kiev ha ammesso di aver avuto un colloquio telefonico con Trump proprio per discutere di questa nuova operazione. Zelensky ha sottolineato come sia fondamentale continuare ad avere un rapporto così aperto e stretto con la Nato. L’Alleanza Atlantica, infatti, si occuperà dell’acquisto e dello smistamento di armi Usa in Ucraina.
Zelensky ha quindi osservato l’importanza dinon permettere alle guerre di non diventare la normalitàe al contempo di costringere la Russia a porre fine ai suoi rapporti con l’Iran e la Corea del Nord, che le permettono di proseguire il conflitto. Il leader ucraino, quindi, si mostra accondiscendente ed evita la frattura con il Tycoon, pur consapevole che il piano da esso presentato non sia sufficiente per la sua Nazione.
Anche per rafforzare i rapporti tra Kiev e Washington, il presidente del Paese invaso ha dato inizio ad unrimpasto di governoche servirà a placare gli animi viste le mancate elezioni dello scorso anno. Zelensky ha proprio come nuova primo ministro la ministra per l’economia,Yulia Sviridenko, mentre l’attuale premier,Denys Shmyhal, prenderà il controllo del ministero della Difesa.Rustem Umerov, quindi, si trasferirà a Washington come ambasciatore ucraino al posto dell’ambasciatrice attuale, ritenuta troppo vicina alle sfere democratiche della politica Usa.
Gli ultimi 50 giorni di guerra: tutte le prospettive russe
Nonostante i ringraziamenti di Zelensky, c’è chi teme che il piano di Trump possa rivelarsi infruttuoso per il benessere dell’Ucraina. Solo alcune settimane fa, il sito di informazioneAxios aveva rivelato l’intenzione di Putin di utilizzare i mesi estivi per conquistare più territori possibilidel Paese invaso. 60 giorni di rastrellamenti che avrebbero permesso a Mosca di avere un netto vantaggio.
I 50 giorni di Trump, quindi, sembrano permettere allo zar di portare a termine tale piano, tanto da preoccupare alcuni analisti del conflitto. A settembre si riaprirà la partita con un possibile negoziato e Putin a quel punto avrà numerosi territori su cui fare leva.Mosca non è neanche preoccupata sulle nuove importazioni di armia Kiev. Trump ha parlato di 17 batterie diPatriots, ma il numero non sembra affatto realistico. Da ciò che si evince le batterie effettive saranno 5-6, mentre i restanti numeri fanno riferimento alle batterie per il lancio.
Il tanto atteso annuncio di Donald Trump, dunque, si è rivelato una sorta di bluff. Gli aiuti a Kiev non mancheranno, ma ancora una volta non si procederà con dure sanzioni nei confronti della Russia, lasciata capace di portare a termine i suoi piani. Ilsilenzio di Vladimir Putin, che non ha commentato la decisione Usa, dimostra il disinteresse della Nazione nei confronti delle nuove evoluzioni del conflitto. Nei prossimi 50 giorni alla Russia cambierà ben poco, mentre i raid proseguiranno e i civili continueranno a morire.
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