“Risponda alle domande, questo non è un comizio”. “Questo è un processo ingiusto, spero che il pubblico stia ascoltando”. Questo uno dei tanti scambi di battute tra il giudice Engoron e Donald Trump.
L’ex presidente degli Stati Uniti è stato ascoltato ieri in aula riguardo le accuse di frode commerciale per gli asset gonfiati allo scopo di ottenere maggiori vantaggi da banche e assicurazioni. Trump però non ha esitato a trasformare l’udienza in una sotto specie di campagna elettorale, probabilmente forte dei risultati dei sondaggi che lo danno vincente sull’attuale capo di Stato Joe Biden.
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Trump show all’udienza per frode
Già nelle scorse settimane si era espresso duramente sul processo che vede coinvolti anche i due figli, Donald Jr. e Eric, definendolo una “persecuzione da caccia alle streghe”. Ed ora lo stesso copione si è ripetuto quando è stato il suo turno di deporre.
Ma il giudice non gli ha lasciato nessuno spazio di manovra e più volte lo ha invitato a limitarsi a rispondere alle domande poste dall’avvocato dell’accusa Kevin Wallace, il quale ha cercato di “indagare” maggiormente sul reale valore delle proprietà più importanti possedute da Trump. Tra queste il resort Mar-O-Lago in Florida, che avrebbe un valore di oltre 1,5 milioni, o ancora il super appartamento nella Trump Tower, la cui superficie è stata stimata a 2 800 mq quando invece sarebbe di appena poco più di mille. O almeno questa è l’accusa posta dalla procuratrice generale Letitia James.

Contro di lei Trump si è scagliato sui social, “Wow! Ho appena scoperto che la procuratrice generale corrotta e razzista Letitia James è sostenuta finanziariamente da George Soros”, con la stessa disinvoltura con cui avrebbe gonfiato il valore degli asset immobiliari. Una disinvoltura che potrebbe costargli veramente cara.
La Procura chiede infatti oltre 250 milioni di dollari di multa e la revoca della sua licenza immobiliare a New York.
È, molto probabilmente, per l’enorme posta in gioco che sino ad ora aveva solamente assistito alle udienze, ma dovrà abituarsi presto anche ai panni di imputato-testimone sotto giuramento. Soprattutto considerando le altre udienze che lo aspettano nei prossimi mesi. Da quella a Washington per l’assalto a capital Hill, a quella in Florida per i documenti top secret sequestrati dall’FBI, a quella in Georgia per aver tentato di modificare i risultati delle elezioni nel 2020.
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