Il presidente americanoDonald Trumpha lasciatoPechinoa bordo dell’Air Force One, decollato dalBeijing Capital International Airportdopo la cerimonia ufficiale di saluto. Prima di salire sull’aereo, il presidente americano ha alzato il pugno in segno divittoriamentre, lungo la pista, centinaia di persone sventolavanobandiere statunitensi e cinesiapplaudendo la delegazione Usa.
Si chiude così unavisita diplomatica ad alta tensione politicama dai toni sorprendentemente concilianti, durante la quale Trump ha definito Xi Jinping “un grande leader” e “un amico”,sostenendo che dal summit siano emersi “molti risultati positivi”.
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I colloqui tra Trump e Xi
Nel corso degli incontri a Pechino, il presidente americano ha cercato dismorzare le divergenze con la leadership cinese, puntando soprattutto sulla cooperazione economica e sulla stabilità internazionale. “Abbiamo conclusoaccordi commerciali fantastici, eccellenti per entrambi i Paesi”, ha dichiarato Trump durante una passeggiata con Xi nei giardini di Zhongnanhai, il complesso del governo centrale cinese.
Anche Pechino ha parlato di “nuove importanti intese comuni”, pur senza fornire dettagli concreti sugli accordi raggiunti. Secondo il presidente cinese, la visita ha segnato “una nuova visione” nei rapporti tra le due superpotenze, fondata su “stabilità strategica”, cooperazione economica e maggiore coordinamento sulle crisi internazionali.
La maxi commessa Boeing
Tra le intese annunciate da Trump ci sarebbe anche unamaxi commessa aeronautica: la Cina avrebbe promesso l’acquisto di200 aerei Boeingdi grandi dimensioni. Il numero è inferiore alle indiscrezioni circolate nei mesi scorsi, che parlavano di un ordine ben più ampio comprendente500 Boeing 737 MAX e oltre 100 velivoli a fusoliera larga tra Dreamliner 787 e 777X.
Nonostante l’annuncio, il titolo Boeing hachiuso in caloanche nell’after hours di Wall Street.
Iran e Stretto di Hormuz
Uno dei temi centrali del vertice è stato anche il dossierIran. Trump ha spiegato che Washington e Pechino condividono una linea comune sulla necessità dievitare che Teheran ottenga armi nucleari e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
“La pensiamo in modo molto simile sull’Iran.Vogliamo che finisca questa situazione folle. Non vogliamo che abbiano un’arma nucleare e vogliamo che lo stretto resti aperto”, ha dichiarato il presidente americano ai giornalisti. Secondo Trump, entrambi i leader ritengono necessariomettere fine al conflitto e stabilizzare l’areaper evitare ulteriori conseguenze economiche e militari globali.
Trump: “Xi aveva ragione sugli Usa in declino”
Al termine della visita, Trump ha anche commentato alcunedichiarazionidi Xi Jinping sugli Stati Uniti come “nazione forse in declino”, sostenendo però che il leader cinese si riferisse alperiodo dell’amministrazione Biden.“Due anni fa eravamo davvero una nazione in declino. Su questo Xi aveva ragione al 100%”, ha scritto Trump su Truth Social.
Il presidente ha invece rivendicato irisultati della sua amministrazione, parlando di mercati ai massimi storici, rafforzamento militare e nuove relazioni internazionali, sostenendo che oggi gli Stati Uniti siano “la nazione più in voga del mondo”.
Nonostante le aperture reciproche e il clima più disteso rispetto al passato, il summitnon sembra aver prodotto svolte decisive nel fragile equilibrio tra Washington e Pechino.Tuttavia, entrambe le parti hanno lasciato intendere la volontà di mantenere aperto il dialogo, soprattutto sui fronti economico e geopolitico.
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