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Trump accetta l’incontro con Zelensky a Davos: “Siamo vicini all’intesa, se non cedono sono stupidi”

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Un siparietto piuttosto particolare quello che è andato in scena oggi a margine del Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera. A creare un certo scalpore è stato l’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale ha sostenuto che nella giornata di oggi avrebbe incontrato il suo omonimo ucraino, Volodymyr Zelensky.

Un fuori programma di una certa importanza che però ha trovato del tutto impreparato l’entourage di Kiev. Zelensky, infatti, si trova ancora nella capitale del Paese invaso dalla Russia e non arriverà in Svizzera prima di domani. A fare chiarezza, quindi, è stata una dichiarazione del consigliere del leader di Kiev, Dmytro Lytvyn, il quale ha sostenuto che “il presidente è a Kiev e non a Davos“.

Poco dopo, dunque, è arrivata anche la conferma dello stesso presidente Trump, il quale ha annunciato che l’incontro con il presidente ucraino si svolgerà domani. Commentando la situazione russo-ucraina, poi, il Tycoon ha sostenuto che sia la Russia che l’Ucraina vogliono un accordo per la pace e ha aggiunto di essere convinto che questo sarà presto raggiunto. “Siamo relativamente vicini“, ha dichiarato, senza però spiegare quali siano le tesi a sostegno di questa affermazione.

Trump spinge per la fine del conflitto tra Russia e Ucraina

Sottolineando, poi, lo spreco di vite umane causato dal conflitto, Trump ha spiegato che sia Vladimir Putin che Volodymyr Zelenskysarebbero stupidi se non arrivassero a un’intesa e io so che non lo sono“. Il presidente americano ha poi ribadito che quella in Ucraina avrebbe dovuto essere la guerra più facile da fermare, ma che invece si è rivelata la più ostica.

Il riferimento è a tutti gli slogan da lui utilizzati nel corso della campagna elettorale per la corsa alla Casa Bianca, durante la quale aveva più volte spiegato che, se fosse divenuto presidente, avrebbe posto fine alla guerra in Ucraina in sole 24 ore. Un proposito ovviamente mai realizzato.

L’incontro tra i due leader, quindi, potrebbe essere una nuova occasione per discutere le strategie per porre fine alla guerra. L’autunno scorso, il titolare della Casa Bianca aveva proposto un piano di pace ai due Paesi per raggiungere il cessate il fuoco. Un accordo che è stato più volte rimodulato dalle due parti, senza che effettivamente si riuscisse a raggiungere un vero e proprio compromesso. Entrambe le Nazioni, infatti, non sono intenzionate a cedere su alcuni punti fermi.

Trump-Zelensky: i nodi da sciogliere prima della pace a Kiev

I nodi da sciogliere riguardano la cessione dei territori presenti nella regione ucraina del Donbass, rivendicata dalla Russia ma su cui Zelensky non ha intenzione di cedere, e sulla protezione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Su questo punto, Trump aveva proposto una sorta di zona franca gestita dagli Usa, ma inserita nel territorio ucraino.

Inoltre, resta ancora da valutare la possibile adesione dell’Ucraina alla Nato. In parte, il conflitto in corso a Kiev è scoppiato proprio per l’interesse del Paese a prendere parte all’Alleanza atlantica. Lo stesso Trump, con l’intenzione di porre fine al più presto a questo conflitto, Trump aveva chiesto a Zelensky di rinunciare a questo punto. Una richiesta che non è stata recepita dal Paese invaso dalla Russia.

Al contempo, l’Europa ha ipotizzato una sorta di via d’uscita, proponendo di non far aderire l’Ucraina alla Nato ma di garantirle protezioni simili a quelle contenute nell’articolo 5 dell’Alleanza atlantica. Una direttiva secondo cui un attacco armato contro un Paese membro in Europa o Nord America è considerato un’aggressione contro l’intera Alleanza. In questo senso, ogni alleato può intraprendere le azioni che ritiene necessarie, inclusa la forza armata, per ristabilire la sicurezza.

La questione, però, non è ancora risolta e l’incontro di domani a Davos potrebbe permettere di compiere importanti passi avanti sulla questione.

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