Donald Trumpè al lavoro su una serie di dossier cruciali per il successo del suo secondo mandato. Idazi, la guerra inUcrainae quella inMedio Orientesono ormai i tre pilastri su cui si regge il suo governo. Promesse e attacchi, passi in avanti e giravolte. Ormai da sette mesi, il Tycoon continua a confondere e destabilizzare, provocando una certa instabilità in tutte le parti di mondo che intrattengono rapporti con esso.
Il presidente degli Stati Uniti ha davanti a sé due scadenze cruciali. La prima è quella del 7 agosto, quando entreranno in vigore i dazi pattuiti con le Nazioni che esportano prodotti negli Usa. La seconda è quella dell’ultimatum alla Russia, che cadrà qualche giorno dopo. Donald Trump non ha esitato a confermare che, senza un accordo per la tregua tra Mosca e Kiev, gli Stati Uniti procederanno con le sanzioni promesse al Cremlino e con i dazi secondari nei confronti dei Paesi che acquistano petrolio dalla Russia.
Un colpo duro che, però, secondo il presidenteVladimir Putinnon provocherà alcun danno all’economia russa, che ha imparato a sopravvivere anche con la minaccia di ritorsioni economiche. Un punto confermato anche dal Tycoon nel corso del colloquio con i cronisti a bordo dell’Air Force One. Confermando l’intenzione di colpire la Russia sul piano commerciale, il titolare della Casa Bianca ha confermato che lo zarè“un tipo furbo” e che, quindi, le sanzioni potrebbero di fatto non modificare nulla. In ogni caso gli Stati Uniti sono intenzionati a proseguire su questo piano.
Un cambio di posizione che ha soddisfatto anche l’Ucraina, che ormai da mesi continua a chiedere un coinvolgimento più diretto degli alleati nel conflitto, attraverso latattica della“pace attraverso la forza“. Sempre all’interno di questa categoria rientra la decisione del Tycoon dischierare duesottomarini nucleari contro la Russia. Una mossa dura, a cui per il momento Mosca non ha dato risposta. Nella notte Trump ha confermato che i sottomarini sono giunti alla loro destinazione, che resterà sconosciuta. Al momento non sia neanche certezza se si tratti di sottomarini a propulsione nucleare o sottomarini che trasportano testate nucleari.
Trump: “Dazi? Potremmo distribuire i guadagni tra i ceti più bassi”
Tornando alla partita dei dazi, il leader degli Stati Uniti ha nuovamente ribadito che conl’aumento dei dazi ai Paesi alleati permetterà agli Usa di guadagnare“centinaia di migliaia di dollari“. In questo modo sarà possibile ridurre il debito pubblico del Paese e al contempo rendere meno gravosa la vita dei cittadini americani.
Ieri, quindi, Trump ha ipotizzato la possibilità che questi guadagni possano essere utilizzati per immettere denaro nel Paese. “Potremo distribuirli o fare un dividendo per i cittadini del nostro Paese, direi per le persone a medio e basso reddito“, ha sottolineato il titolare della Casa Bianca, aggiungendo poi che questo tipo di manovre avrebbero dovuto essere messe in atto ormai anni.
Questo era il piano già dal suo primo mandato, messo in stand-by dall’arrivo del Covid e poi dalla vittoria di Joe Biden. “Di nuovo, è che Biden ha rovinato tutto“, ha tuonato il Tycoon, aggiungendo che nel suo primo mandato l’obiettivo era quello di colpire la Cina con i dazi e successivamente anche l’Unione europea.
Trump ha poi alzato ancora la posta in gioco, sostenendo che sempre grazie ai dazi sarà possibile abbassare i prezzi deifarmaciin vendita negli Stati Uniti. “Li pagherete lo stesso prezzo della Nazione con il prezzo più basso“, ha sostenuto toccando un tasto delicatissimo per un Paese in cui la sanità è privata e totalmente a pagamento.
Trump: “Non ho visto prove di genocidio a Gaza”
Passando alla questione mediorientale, Trump ha sostenuto di non essere intenzionato ad assistere ad uno spettacolo in cuii cittadini della Striscia di Gaza muoiono di fame. Un attacco duro a Israele che finora ha respinto tutte le accuse di generare fame all’interno della Striscia. Incalzato poi sulla presenza di un possibile genocidio nella Striscia, il presidente Usa ha inizialmente cercato di evitare la domanda, riconoscendo la presenza di situazioni orribili e la messa in atto di violente azioni che potrebbero essere evitate.
Messo alle strette, poi, il Tycoon non ha potuto fare altro che rispondere. Secondo il leader americanonon vi sarebbero prove certe di un genocidio in corso nella Striscia di Gaza. “Non credo e guardate che lì c’è una guerra“, ha sostenuto spiegando che gli Stati Uniti non avrebbero raccolto prove di genocidio nella missione dell’inviato Steve Witkoff in Medio Oriente.
© Riproduzione riservata












