Un anno dopo l’inizio della sua presidenza, Donald Trump ha esaltato lo stato dell’economia statunitense definendola “in forte espansione” durante il suo intervento al World Economic Forum di Davos. Il presidente ha attribuito questo risultato alle politiche della sua amministrazione, sottolineando un’inflazione praticamente assente, confini sicuri e una crescita economica che, a suo dire, non trova eguali nella storia recente.
Secondo Trump, l’inflazione sarebbe stata sconfitta, con il PIL del quarto trimestre in aumento del 5,4%, un dato che potrebbe superare di gran lunga le previsioni del Fondo Monetario Internazionale. Il Presidente ha parlato di un “miracolo economico“, manifestando sorpresa per il ritmo rapido dei risultati. Tra le misure strategiche, ha citato la riduzione del numero di dipendenti pubblici e la cancellazione delle tasse sulle mance come pilastri del successo.
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Durante il discorso, Trump ha evidenziato il ruolo centrale degli Stati Uniti nell’economia globale, spiegando che quando l’America prospera, anche il resto del mondo ne trae beneficio, mentre un rallentamento avrebbe un impatto su scala planetaria. Ha definito la sua prima presidenza la più fruttuosa dal punto di vista finanziario nella storia del Paese e ha dichiarato che il suo secondo mandato sta producendo risultati persino migliori. Tra i recenti traguardi indicati ci sono investimenti di 18 trilioni di dollari in un solo anno, la produzione record di gas naturale, un taglio del deficit del 27% e una riduzione di 100 miliardi di dollari nella spesa federale.
Ampia attenzione è stata riservata anche al settore energetico. Trump ha annunciato che tutte le principali compagnie petrolifere stanno collaborando attivamente con il Venezuela, elogiando il governo di Caracas per il dialogo avviato con Washington e per i successi ottenuti sul fronte energetico. Il Presidente non ha risparmiato critiche alla precedente amministrazione Biden e ai democratici, sostenendo che, se fossero rimasti al potere, gli Stati Uniti avrebbero imboccato una strada verso il declino economico. Trump ha invece evidenziato l’impatto positivo riscontrabile già dopo un solo anno grazie alle sue politiche.
Sul piano internazionale, Trump ha riaffermato il suo sostegno alla NATO, pur sollevando interrogativi sulla reciprocità dell’impegno da parte degli alleati: ha ricordato che finora l’articolo 5 dell’Alleanza è stato invocato solo dopo l’11 settembre. Ha sottolineato che gli Stati Uniti continueranno a supportare pienamente la NATO ma ha espresso dubbi sull’impegno comparabile degli altri Paesi membri. Le parole più dure sono state riservate alla Fed. Trump ha dichiarato che Jerome Powell sarà sostituito con una figura più adeguata, accusandolo di ostacolare la crescita economica con la sua prudenza sui tassi di interesse. Ha ribadito che la crescita non comporta necessariamente inflazione e potrebbe persino contrastarla. La nomina del nuovo governatore della Fed sarà annunciata a breve.
Nel frattempo, la questione relativa al potere del Presidente di rimuovere un membro della Fed è arrivata all’esame della Corte Suprema. Il caso coinvolge Lisa Cook, scelta dalla precedente amministrazione Biden. Presenti in aula anche Powell, sotto accusa per lavori di ristrutturazione presso la sede centrale della banca, e il segretario al Tesoro Scott Bessent che ha definito la presenza di Powell “una mossa inappropriata” e lo ha accusato di politicizzare l’istituzione. Wall Street, nel frattempo, ha registrato un lieve rialzo dopo una giornata precedente segnata da forti perdite a causa delle minacce tariffarie avanzate da Trump.
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