Un messaggio del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ai parlamentari americani ha riacceso le polemiche sui piani del presidente Donald Trump in materia di politica estera. Dopo la divisiva operazione in Venezuela, conclusasi con il fermo e il sequestro di Nicolas Maduro e sua moglie, il Tycoon vorrebbe espandere il suo potere anche su altre Nazioni. Dopo aver citato Colombia e Messico, il titolare della Casa Bianca ha ribadito la sua volontà di rendere la Groenlandia un dominio americano.
Un territorio vicinissimo all’artico e alle nuove tratte marittime nate dallo scioglimento dei ghiacciai, che potrebbe essere fondamentale per la difesa Usa dai possibili ed eventuali attacchi della Russia. Lo ha spiegato lo stesso Donald Trump poco dopo la sua rielezione a presidente, accendendo la rabbia della Danimarca. La Groenlandia è infatti un territorio sotto il controllo danese ormai da decenni e Copenaghen non avrebbe alcuna intenzione di rinunziarvi.
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Da giorni, soprattutto a seguito del messaggio minatorio pubblicato da Katie Miller, moglie di Stephen Miller, ovvero uno dei più stretti collaboratori del presidente americano, il governo danese continua a mandare messaggi durissimi alla Casa Bianca. Copenaghen pretende che dagli Usa, che sono un alleato anche all’interno della Nato, continuino a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale della Danimarca.
Trump e la possibilità di un’operazione militare in Groenlandia
Una richiesta che sembra non essere stata rispettata. Secondo Rubio, Trump starebbe valutando un vero e proprio acquisto dell’isola della Groenlandia. La rivelazione, riferita dal Wall Street Journal, sarebbe arrivata a seguito della domanda del leader della minoranza dem al Senato, Chuck Schumer, che ha chiesto se l’amministrazione Usa stesse pianificando l’uso della forza militare anche in altri luoghi, tra cui il Messico e l’isola europea.
Il presidente e diversi alti funzionari Usa, comunque, non hanno escluso che per l’operazione possa essere utilizzata la forza. Come dichiarato dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, “l’acquisizione della Groenlandia è una priorità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti ed è fondamentale per scoraggiare i nostri avversari nella regione artica“.
Sempre secondo le sue parole, il team presidenziale starebbe discutendo una serie di opzioni da applicare in questo frangente. “L’impiego delle forze armate Usa è sempre un’opzione a disposizione del comandante in capo“, ha aggiunto Leavitt, riaccendendo quindi le polemiche sul piano di Trump. Il Tycoon, ovviamente, è ben consapevole che un attacco alla Groenlandia significherebbe la fine dell’alleanza politico militare che è durata decenni. Inoltre, come dimostrano i sondaggi, la maggioranza dei groenlandesi è contraria a diventare americana.
Il team di Donald Trump continua quindi a rimanere in contatto con Nuuk, nella speranza di arrivare ad un accordo pacifico che possa accontentare le due parti e non provocare eccessive problematiche tra le due sponde dell’Atlantico. L’Unione europea, infatti, non sta osservando di buon occhio quanto messo in atto dal presidente Usa.
L’ipotesi di un accordo tra Usa e Groenlandia
Diversi leader Ue, tra cui il francese Emmanuel Macron, il tedesco Friedrich Merz, il britannico Keir Starmer e anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno preso una posizione concreta, respingendo la possibilità che gli Usa possano impadronirsi della Groenlandia. I capi di Stato e di governo europei, in una lettera aperta, hanno specificato che “la sicurezza nell’Artico deve essere garantita collettivamente, in collaborazione con gli alleati della Nato, compresi gli Stati Uniti“.
Si ipotizza, però, che gli Usa vogliano procedere ad un accordo con Nuuk che non tenga in considerazione le volontà della Danimarca. Si tratterebbe di un’intesa politica e militare che consentirebbe a Washington di schierare più liberamente le proprie truppe. In Groenlandia esiste già una base militare Usa e le normative danesi non impongono limiti al numero di militari Usa che possono essere presenti sul territorio. Una libertà che però non basta più al Tycoon.
Il nuovo accordo renderebbe il rapporto tra Washington e Nuuk simile a quello che gli Usa hanno con alcune isole del pacifico. Alla Casa Bianca sarebbe permesso di schierare forze armate sul territorio, che avranno poi la libertà di operare senza limiti. Inoltre, sarebbe prevista una partnership commerciale che esenterebbe il Paese dai dazi. Le prossime ore, con la Groenlandia che ha chiesto un colloquio al segretario di Stato Usa, Marco Rubio, potrebbero essere fondamentali per comprendere quale sarà il destino del territorio danese.
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