L’Air Force Onecon a bordo il presidente degli Stati UnitiDonald Trumpè atterrato aPechino, dando ufficialmente il via allavisita diplomatica destinata a rilanciare il confronto tra Washington e la leadership cinese. Ad accoglierlo, una cerimonia solenne con tappeto rosso, guardia d’onore militare, banda ufficiale e circa300 giovani cinesiche hanno sventolato insieme bandiere americane e cinesi scandendo in coro: “Benvenuto, benvenuto! Un caloroso benvenuto!”.
Trump, dopo essere sceso dall’aereo, ha salutato le autorità presenti, si è fermato qualche istante a osservare la cerimonia e poi ha raggiunto la limousine diretta all’hotel senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. Il presidente americano non ha impegni pubblici previsti fino a giovedì. Al suo seguito anche il figlioEric Trump, la nuoraLara Trumpe diversi imprenditori, tra cuiElon Musk.
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La cerimonia e l’accoglienza ufficiale di Trump
Il presidente è stato accolto ufficialmente dal vicepresidente cineseHan Zheng. Alla cerimonia partecipano anche l’ambasciatore statunitenseDavid Perdue, l’ambasciatore cinese a WashingtonXie Fenge il vice ministro degli EsteriMa Zhaoxu.
Pechino punta a trasformare la visita in unadimostrazione simbolica della propria forza politica, economica e diplomatica, mostrando quanto la Cina sia cambiata rispetto al2017, anno dell’ultima visita di Trump nel Paese.
Il significato politico della visita
Secondo il sinologoFrancesco Sisci, direttore dell’Appia Institute,la leadership cinese vuole inviare a Trump un messaggio preciso: la Cina si considera ormai vicina al sorpasso sugli Stati Uniti sul piano industriale ed economico.Sisci sottolinea come Washington stia vivendo una “crisi d’identità”, aggravata da anni di deindustrializzazione, mentre Pechino avrebbe ormai conquistato unruolo dominante nella produzione globale di beni industriali e di consumo.
Il messaggio diXi Jinping, secondo l’esperto, sarebbe chiaro: “Nei prossimi nove anni ti raggiungeremo e ti supereremo, regolati di conseguenza”. In questo quadro, un’intesa commerciale temporaneatra le due potenze viene considerata possibile, mentre appare molto più difficile immaginare unastabilizzazione duratura dei rapporti strategici. Molto dipenderà anche dall’esito delle elezioni di medio termine statunitensi previste a novembre.
La delegazione americana
Trump è arrivato in Cina accompagnato da unadelegazione particolarmente ampiacomposta da ministri, 17 amministratori delegati di grandi aziende e alcuni familiari. Tra i membri dell’amministrazione figura il segretario di StatoMarco Rubio, che dal 2020 è sottoposto asanzionida parte della Cina per le sue posizioni sui diritti umani. Pechino, tuttavia, ha chiarito che le restrizioni non impediscono la sua presenza nel Paese per motivi diplomatici.
Nella delegazione è presente anche il capo del PentagonoPete Hegseth, una partecipazione considerata insolita dagli osservatori: tradizionalmente, infatti, i segretari alla Difesa statunitensi effettuano visite separate rispetto ai viaggi presidenziali. Hegseth è ilprimo responsabile del Pentagono a recarsi in Cinanegli ultimi otto anni.
Il segretario al TesoroScott Bessentraggiungerà invece Pechino direttamente dalla Corea del Sud, dove ha incontrato il vicepremier cineseHe Lifengper preparare i dossier economici e commerciali che saranno al centro del summit traTrump e Xi Jinping nei prossimi giorni.
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