Dichiarato lo stato d’emergenza inVenezuela, dovedue catastrofiche scosse di terremotohanno devastato la zona a ovest di Caracas. Registrate dal servizio geologico statunitense (Usgs), le scosse si sono verificate a distanza di 40 secondi l’una dall’altra: la prima dimagnitudo 7.2 e la seconda, ancora più violenta, di 7.5.
Nelle ultime ore è salito ad almeno 164 morti e 971 feriti il bilancio delle vittime. I dati sono stati diffusi dalla presidente ad interimDelcy Rodriguezattraverso la televisione di Stato. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso nelle zone maggiormente interessate dal sisma, dove squadre di emergenza e volontari sono impegnati nella ricerca di eventuali dispersi e nell’assistenza alla popolazione.
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Il vicepremier esprimendo la propria solidarietà, in collegamento telefonicocon RaiNews24ha auspicato che non ci siano italiani coinvolti, anche se al momento non risultano connazionali coinvolti, “ma con tanti nostri connazionali anche con doppio passaporto che vivono in Venezuela potrebbe esserci qualcuno che sia rimasto intrappolato“.

Motivo per cui, “la nostra unità di crisi è operativa, da questa notte siamo operativi e cerchiamo di dare il massimo del sostegno possibile anche alle famiglie italiane che hanno parenti in Venezuela“, ha tenuto a rassicurare il titolare della Farnesina spiegando di aver dato disponibilità al sostegno sia italiano sia europeo: “Noi siamo disposti a fare ciò che è necessario per aiutare la popolazione venezuelana, che raccoglie una grandissima comunità italiana, una delle più grandi del mondo“.
Nel seguire con profonda apprensione le conseguenze del violento terremoto, il presidente del Consiglio,Giorgia Meloni, che esprime a nome del governo la piùsentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione. Come diffuso da una nota di Palazzo Chigi, il premier è in continuo contatto con il ministero degli Affari Esteri e la Protezione Civile per attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai nostri connazionali.
Intanto, le immagini e i video della distruzione nella capitale hanno già fatto il giro del mondo. A La Guaira, il centro portuale a 40 chilometri dalla capitale, nonché meta turistica del Paese, la situazione viene descritta come “apocalittica“. Sono completamentecrollati almeno trenta edifici, tra cui l’hotel Eduard e diversi complessi di appartamenti sul mare: almeno due avevano venti piani. Enumerosi anche gli incendiverificatisi, provocati da fughe di gas, mentre i soccorsi non hanno ruspe né gru per poter scavare nelle macerie alla ricerca di persone che potrebbero essere rimaste bloccate.
Intanto, numerosi i governi che stanno offrendo il proprio aiuto a supporto al Paese. Oltre all’Italia, tra i primi gli Stati Uniti, che per voce diDonald Trump, si sono detti disponibili e in grado di aiutare: “Ho dato disposizioni a tutte le agenzie del nostro governo affinché si preparino a intervenire rapidamente.Saremo al fianco dei nostri nuovi e grandi amici“.
Nelle prossime ore arriveranno anche squadre di soccorso proveniente da diversi Paesi, tra cui laRepubblica Domenicana, El Salvadro, Messico e Qatar, che contribuiranno alle operazioni di ricerca e assistenza nelle aree colpite dal terremoto. Il premier indianoNerendra Modi, invece, in un messaggio pubblicato su X ha dichiarato che l’India p pronta ad offrire tutta la possibile assistenza per il terremoto.
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