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Tennessee, donna giustiziata dopo oltre 200 anni

La condanna risale all’omicidio di Colleen Slemmer, avvenuto nel 1995. Il governatore Bill Lee ha respinto la richiesta di clemenza: l’esecuzione è prevista per oggi

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Il Tennessee si prepara a giustiziare Christa Gail Pike, condannata a morte per l’omicidio di Colleen Slemmer, una compagna di corso di 19 anni uccisa nel 1995. Pike aveva 18 anni quando commise il delitto e se l’esecuzione verrà portata a termine, sarà la prima donna giustiziata nello Stato in oltre 2 secoli. Come riportato anche da Skytg24, Slemmer e Pike frequentavano il Knoxville Job Corps, un centro destinato alla formazione professionale di giovani provenienti soprattutto da situazioni familiari difficili.

Secondo la ricostruzione, Pike partecipò all’aggressione insieme all’allora fidanzato Tadaryl Shipp, che aveva 17 anni, e a un’altra giovane. Slemmer venne torturata e uccisa con un’arma da taglio, sul suo corpo vene inciso anche un simbolo satanico. Shipp, essendo minorenne al momento dei fatti, non poteva essere condannato alla pena capitale e ricevette una condanna all’ergastolo, mentre, Pike venne invece condannata a morte nel 1996.

La lunga battaglia giudiziaria in Tennessee

La condanna di Pike è rimasta in vigore per decenni, mentre la difesa ha presentato numerosi ricorsi per cercare di bloccare l’esecuzione. Il caso è tornato al centro del dibattito soprattutto per le circostanze personali della donna, emerse in modo più approfondito dopo il processo. Secondo quanto sostenuto dai suoi legali, Pike avrebbe subito durante l’infanzia abusi sessuali e fisici, oltre a gravi forme di trascuratezza. Nel corso della detenzione le sono stati diagnosticati anche disturbo bipolare e disturbo da stress post-traumatico.

Gli avvocati hanno sostenuto che questi elementi non furono adeguatamente presentati alla giuria durante il processo e che oggi potrebbero avere un peso significativo nella valutazione della pena. Inoltre, la difesa ha evidenziato l’età della donna al momento dell’omicidio. Il caso ha ricevuto attenzione anche da organizzazioni internazionali dei diritti umani contrarie alla pena capitale.

Il governatore conferma l’esecuzione

Nonostante le richieste di clemenza, il governatore del Tennessee Bill Lee ha deciso di non intervenire sulla sentenza. La sua decisione ha confermato la procedura per l’esecuzione di oggi. Le associazioni per i diritti umani avevano chiesto di trasformare la condanna a morte in una pena detentiva, richiamando soprattutto gli abusi subiti da Pike durante l’infanzia e le sue condizioni psicologiche. Anche esperti delle Nazioni Unite avevano sollecitato le autorità statunitensi a sospendere l’esecuzione e a rivalutare la condanna.

La sentenza del caso in Tennessee riporta quindi al centro del dibattito americano il tema della pena di morte e in particolare, la possibilità di applicarla a persone che erano appena maggiorenni al momento del reato. 

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