La tensione traIran e Stati Uniticontinua a salire e alimenta i timori di una nuova escalation in Medio Oriente. Da Teheran arrivano accuse durissime nei confronti di Washington, ritenuta intenzionata a preparare “una guerra regionale totale” con l’obiettivo di estendere la propria influenza nell’area. Le dichiarazioni sono giunte mentre diversi media statunitensi riferiscono di un possibile nuovo attacco americano contro obiettivi iraniani, ipotesi che contribuisce ad aumentare l’incertezza sull’escalation del conflitto.
A lanciare l’avvertimento è stato Ali Abdollahi, capo del Comando centrale delle forze armate iraniane, secondo cui gli Usa starebbero rapidamente predisponendo un piano destinato a coinvolgere l’intera regione. Inoltre, il generale ha rivolto un monito ai Paesi che collaborano con Washington, sostenendo che coloro che “faranno da scudo” agli Stati Uniti “bruceranno nelle fiamme della guerra”. Si tratta di dichiarazioni forti, in un contesto già segnato da mesi di ostilità e da un clima di forte instabilità.
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Le accuse di Teheran e il richiamo ai Paesi musulmani
Nel suo intervento, Abdollahi ha accusato gli Stati Uniti di utilizzare le risorse strategiche dei Paesi alleati per rafforzare la propria presenza militare e sostenere la sicurezza di Israele. Secondo il comandante iraniano, Washington avrebbe dimostrato di non esitare a colpire “gli interessi e le risorse dei musulmani” pur di perseguire i propri obiettivi strategici. Per questo motivo ha invitato gli Stati musulmani a riconsiderare la cooperazione con gli Usa, sostenendo che le loro infrastrutture e le loro ricchezze verrebbero impiegate come una sorta di scudo difensivo per l’apparato militare americano.
Le parole del generale si inseriscono in una giornata caratterizzata anche da altre dichiarazioni provenienti dai vertici della Repubblica islamica. Infatti, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha sostenuto che l’Iran avrebbe “vinto la guerra” controStati Uniti e Israele, aggiungendo però che questa presunta vittoria dovrà ora essere consolidata. Un messaggio accompagnato dall’invito a rafforzare il potere delle istituzioni della Repubblica islamica in una fase che Teheran considera decisiva.
Ipossibili raid e il rischio di un’escalation
Sul fronte americano, l’attenzione resta concentrata sulle indiscrezioni rilanciate da diversi media statunitensi. Secondo quanto riportato anche da CNN, al momento non vi sarebbero indicazioni che Israele parteciperà direttamente a un eventuale nuovo attacco statunitense contro l’Iran, nonostante le operazioni siano state discusse con funzionari israeliani. ABC News conferma che il coordinamento tra i due alleati sarebbe in corso, ma precisa che non è ancora chiaro quale possa essere l’eventuale coinvolgimento operativo di Israele.
Intanto, altre ricostruzioni indicano che il Centcom avrebbe già predisposto diverse opzioni militari, comprese campagne di bombardamento contro infrastrutture energetiche e siti missilistici iraniani, anche se una decisione definitiva non sarebbe stata ancora adottata. Da parte sua, Teheran afferma di avere predisposto “un piano di risposta completo” nel caso di un attacco americano.
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