L’inaugurazione di un nuovo murale nel cuore di Teheran torna ad alimentare lo scontro tra Iran e Stati Uniti. L’opera, collocata in Piazza Enghelab, raffigura il presidente americano Donald Trump disteso all’interno di una bara avvolta nella bandiera degli Stati Uniti. A rendere ancora più provocatorio il messaggio è la scritta, ben visibile, “Uccideremo Trump”, che accompagna l’immagine. Le fotografie del murale sono state diffuse dai media iraniani e rilanciate da Iran International, attirando rapidamente l’attenzione internazionale per il forte contenuto simbolico.
L’installazione arriva in un momento particolarmente delicato nei rapporti tra Teheran e Washington. Infatti, il murale, si inserisce in una campagna di messaggi e richiami alla vendetta promossi dagli ambienti più radicali del Paese dopo l’uccisione dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, in un contesto caratterizzato da una crescente escalation del confronto militare e diplomatico tra Iran e Stati Uniti. Sebbene si tratti di un’opera artistica di propaganda, il linguaggio utilizzato contribuisce ad alimentare le ostilità tra i due Paesi.
Leggi Anche
I murales a Teheran come propaganda del governo iraniano
I murales politici rappresentano da decenni uno degli strumenti di comunicazione della Repubblica islamica. Le grandi pareti di Teheran, soprattutto nelle piazze principali ospitano frequentemente immagini e slogan rivolti contro gli Stati Uniti, Israele e altri avversari considerati nemici del Paese.
La scelta di Piazza Enghelab, uno dei luoghi simbolo della capitale iraniana perché è da sempre teatro di manifestazioni pubbliche, feste ufficiali e iniziative politiche, diventando un punto privilegiato per la diffusione di messaggi destinati sia alla popolazione sia all’opinione pubblica internazionale.
Inoltre, se da un lato il murale rappresenta uno strumento di propaganda interna, dall’altro il suo impatto mediatico e politico supera i confini nazionali ed aumenta il dibattito internazionale sulle tensioni in Medio Oriente. In questo contesto, quindi, i murales diventando un ulteriore elemento di pressione nella contrapposizione tra le nazioni.
© Riproduzione riservata












