A Teheran è iniziato il secondo giorno della cerimonia di commiato per l’ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio scorso insieme a quattro membri della sua famiglia in un attacco attribuito a Israele e Stati Uniti. Migliaia di persone provenienti da diverse città dell’Iran stanno partecipando alle preghiere pubbliche organizzate nella Grande Moschea di Mosalla, dove le salme sono esposte in bare di vetro dall’inizio delle commemorazioni. L’afflusso di migliaia di persone presenti è la testimonianza del forte impatto simbolico della scomparsa del leader che ha guidato la Repubblica Islamica per decenni.
Particolare attenzione è stata rivolta anche alla presenza dei familiari di Khamenei. Per la prima volta dall’inizio delle commemorazioni hanno preso parte alla cerimonia tre dei suoi figli, Mostafa, Masoud e Meisam, che hanno partecipato alle preghiere in memoria del padre. A guidare il momento religioso è stato l’ayatollah Jafar Sobhani, autorevole figura del clero sciita, oggi 97enne.
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L’assenza di Mojtaba a Teheran
A catturare l’attenzione è stata soprattutto l’assenza di Mojtaba Khamenei, indicato come successore del padre alla guida della Repubblica Islamica. Il nuovo leader non ha partecipato né alle preghiere né alle cerimonie pubbliche e secondo quanto riferito dai media iraniani, non è più apparso in pubblico dalla sua nomina.
Le commemorazioni a Teheran si sono divise in 3 distinti momenti di preghiera: il primo dedicato ad Ali Khamenei, il secondo alla figlia Boshra, al genero Mesbaholhoda Bagheri e a Zahra Hadad Adel, moglie di Mojtaba Khamenei, mentre la terza parte è stata riservata alla nipotina Zahra Mohammadi Golpaygani. Dopo la conclusione delle esequie nella capitale, il programma funebre proseguirà con ulteriori cerimonie religiose a Qom, per poi spostarsi nelle città sante irachene di Najaf e Karbala. La sepoltura definitiva è prevista a Mashhad, città natale dell’ex leader.
La grande partecipazione e la tensione durante le commemorazioni
Secondo quanto riportato dai media iraniani, nelle ultime ventiquattro ore sono stati registrati oltre 7,1 milioni di viaggi sulla rete metropolitana di Teheran, messa a disposizione dei cittadini diretti ai luoghi delle commemorazioni. Le autorità hanno invitato la popolazione a utilizzare il trasporto pubblico per raggiungere la moschea Imam Khomeini, dove la cerimonia proseguirà fino alla serata.
Intanto, alcune immagini diffuse dall’agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, hanno mostrato gruppi di partecipanti a Teheran mentre esponevano striscioni in lingua inglese e non in persiano con slogan che invocavano vendetta per la morte di Ali Khamenei e incitavano a “uccidere Trump” e “uccidere Bibi”, riferimento a Benjamin Netanyahu.
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