Il presidente cineseXi Jinpinge il presidente degli Stati UnitiDonald Trumphanno rilanciato daPechinoun nuovo corso nei rapporti tra le due maggiori potenze mondiali, puntando su una “relazione strategica costruttiva e stabile” destinata a guidare ilegami bilaterali nei prossimi anni.
Nel corso del vertice nellaGrande Sala del Popolo, Xi ha parlato di una “nuova era” nei rapporti tra Cina e Stati Uniti, sottolineando la necessità disuperare tensioni e rivalitàattraverso una cooperazione più prevedibile e regolata.
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La nuova “stabilità strategica”
Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri cinese, i due leader hannoconcordato di lavorare per costruire una stabilità fondata sulla cooperazione, sullagestione delle divergenzee su unacompetizione controllata.
“La stabilità strategica costruttiva dovrebbe essere una stabilità positiva caratterizzata dalla cooperazione e da una competizione ben regolamentata”, ha dichiarato Xi, aggiungendo che il nuovo approccio “non deve restare uno slogan, matradursi in azioni concreteda entrambe le parti”.
Il leader cinese ha inoltre ribadito che “gliinteressi comunitra Cina e Stati Uniti superano le differenze”, rilanciando ildialogocome unica strada possibile per evitare conflitti tra le due superpotenze.
Taiwan resta il punto centrale
Dietro i toni concilianti del summit resta però forte la distanza suldossier Taiwan, indicato da Xi come “la questione più importante” nelle relazioni bilaterali. Il presidente cinese ha avvertito Trump che unagestione erratadella questione potrebbe spingere i due Paesi “verso la collisione o persino il conflitto”, chiedendo agli Stati Unitimaggiore cautela e una riduzione delle vendite di armiall’isola.
L’amministrazione americana avrebbetemporaneamente congelato un pacchetto di forniture militarida 13 miliardi di dollari destinato a Taipei per favorire il buon esito del vertice.
I dossier internazionali
Nel corso dell’incontro, durato oltredue ore, Xi e Trump hanno affrontato anche i principali scenari internazionali, tra cuiMedio Oriente, guerra inUcraina, penisola coreana ecrisi nello Stretto di Hormuz.Sul tavolo anche il temairaniano, con Washington che punta a coinvolgere Pechino nella gestione delle tensioni legate al traffico marittimo e alle esportazioni energetiche.
Economia e guerra commerciale
Uno dei temi centrali del summit è stato ilrilancio dei rapporti economicidopo anni di guerra commerciale, dazi e restrizioni tecnologiche reciproche. Xi ha ribadito che “non ci sono vincitori nelle guerre commerciali”, mentre Trump ha insistito sullanecessità di relazioni economiche “reciproche”e di unamaggiore aperturadel mercato cinese alle imprese americane.
A Pechino era presente anche una nutrita delegazione di grandi manager statunitensi, tra cuiElon Musk, Tim Cook, Jensen Huang e Larry Culp, a testimonianza del peso economico attribuito all’incontro.
Il clima del vertice di Trump e Xi
Trump ha definito Xi “un grande leader” e ha parlato di un rapporto personale solido, sostenendo che i problemi tra i due Paesi siano stati spesso risolti rapidamente grazie al dialogo diretto. Xi, dal canto suo, ha evocato la “Trappola di Tucidide”, la teoria secondo cui loscontro tra una potenza emergente e una dominante rischia di sfociare in guerra, invitando Washington e Pechino a costruire un nuovo modello di relazioni tra grandi potenze.
Il summit, carico di simbolismo e attenzione mediatica internazionale, rappresenta ilprimo viaggio di un presidente americano in Cina da quasi nove anni e segna un tentativo di stabilizzare un rapportorimasto negli ultimi anni tra cooperazione economica e crescente competizione geopolitica.
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