Il governo britannico ha annunciato l’invio delcacciatorpediniere HMS Dragon in Medio Oriente, in vista di una possibile missione internazionale destinata a garantire la sicurezza del traffico marittimo nelloStretto di Hormuz. Secondo il ministero della Difesa delRegno Unito, la nave si trova già nel Mediterraneo e il suo riposizionamento rientra in una pianificazione preventiva coordinata con la Francia.
L’eventuale operazione avrebbe carattere “esclusivamente difensivo” e punterebbe a ristabilire fiducia e sicurezza per le navi commerciali che attraversano una delle rotte energetiche più strategiche del mondo.
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Una coalizione per proteggere le rotte commerciali
Londra ha spiegato che la missione potrebbe svilupparsi nell’ambito di unacoalizione multinazionale guidata congiuntamente da Regno Unito e Francia. L’obiettivo dichiarato è assicurare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, attraversato quotidianamente da una quota significativa del traffico mondiale di petrolio e gas.
Il dispiegamento dell’HMS Dragonrappresenta dunque un segnale di preparazione militare ma anche di deterrenza in una regione sempre più instabile.
La dura reazione dell’Iran
Di fronte all’aumento della presenza occidentale nelGolfo Persico, l’Iranha lanciato un nuovo allarme alle Nazioni Unite. L’ambasciatore iraniano all’ONUSaeed Iravaniha accusato gli Stati Uniti di provocare un’escalation pericolosa attraverso operazioni militari e attacchi contro petroliere iraniane nello Stretto di Hormuz.
SecondoTeheran, tali azioni rischiano di avere “conseguenze catastrofiche” non solo per il Medio Oriente, ma per la sicurezza internazionale nel suo complesso.
Le accuse contro Washington
Nella lettera inviata al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, Iravani ha definito gli attacchi statunitensi contro navi mercantili iraniane un “atto di pirateria” e una violazione delcessate il fuoco. Le accuse arrivano in un momento di fortissima tensione traIran e Stati Uniti,mentre la comunità internazionale teme che incidenti navali o errori di calcolo possano trasformare il confronto diplomatico in uno scontro diretto.
Lo Stretto di Hormuz rimane così al centro degliequilibri geopolitici mondiali.Da una parte le potenze occidentali cercano di garantire la sicurezza dellerotte commercialie lastabilità energetica globale;dall’altra l’Iran interpreta il crescente dispiegamento militare come unaprovocazione. In un’area dove transita una parte cruciale del commercio mondiale, ogni movimento rischia ora di avere conseguenze ben oltre il Golfo Persico.
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