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Siria, condannato a morte l’ex presidente Bashar al-Assad: crimini di guerra e contro l’umanità

L’ex presidente della Siria, Bashar al-Assad, fuggito in Russia dopo la caduta del regime, è stato condannato in contumacia per omicidio, torture e altri crimini. Pena capitale anche per il fratello Maher e il cugino Atef Najib

4 Min di lettura

La quarta Corte penale di Damasco ha condannato a morteBashar al-Assad, ex presidente della Siria, deposto e fuggito in Russia nel dicembre 2024. La sentenza è stata emessa in contumacia: Assad non si trova infatti in Siria e il tribunale ha ordinato il suoperseguimento a livello internazionale.

L’ex presidente è stato riconosciuto responsabile di gravireati commessi durante gli anni della guerra civile siriana, tra cui omicidio premeditato, torture e arresti arbitrari. La procura aveva chiesto la pena capitale anche per l’appropriazione indebita di fondi pubblici.

Condannato a morte in contumacia anche il fratelloMaher al-Assad, accusato di omicidio premeditato, tortura e istigazione. La stessa pena è stata inflitta adAtef Najib, cugino degli Assad ed ex responsabile della Sicurezza politica nella provincia di Daraa.

Il ruolo di Atef Najib nella repressione

A differenza di Bashar e Maher al-Assad, Najib si trova sotto la custodia delle nuove autorità siriane. Ex generale di brigata, è consideratouna delle figure centrali nella repressioneche precedette la rivolta del 2011.

Nel marzo di quell’anno, sotto la sua responsabilità, ungruppo di adolescentivenne arrestato e torturato dopo aver scritto sui muri di una scuolaslogan contro il regime di Assad. Le proteste organizzate per chiedere la loro liberazione furono represse dalle forze di sicurezza e contribuirono all’escalation che avrebbe trasformato la rivolta in una guerra civile.

Najib era stato arrestato il 31 gennaio 2025 nella provincia costiera diLatakia. Il processo contro gli imputati era iniziato il 26 aprile. Durante l’ottava udienza, il 4 agosto, la procura aveva sostenuto chele prove raccolte fossero “coerenti e interconnesse“.Quella odierna è stata la nona udienza.

La caduta degli Assad dopo quasi 54 anni

La condanna arriva meno di due anni dopo la fine del regime della famiglia Assad. Bashar al-Assad, nato a Damasco nel 1965, era salito al potere nel luglio 2000, dopo la morte del padreHafez al-Assad, presidente della Siria dal 1970. Laureato in medicina e specializzato in oftalmologia, aveva inizialmente studiato a Londra e non era destinato alla successione. La morte del fratello maggiore Bassel, nel 1994, cambiò però il corso della sua vita e lo portò verso la carriera politica e militare.

Al momento della sua ascesa alla presidenza erano emerse aspettative diapertura e riforme, nella fase ricordata come la “Primavera di Damasco“. La stagione fu però breve e il regime tornò presto a reprimere oppositori e attivisti.

Nel 2011 larepressione delle protesteantigovernative fece precipitare la Siria in una guerra civile durata quasi 14 anni. Il conflitto provocòcentinaia di migliaia di mortie costrinse milioni di persone a lasciare le proprie case.

La fuga in Russia

Per anni Assad è riuscito a mantenere il potere anche grazie al sostegno militare diRussia e Iran, recuperando gran parte dei territori controllati dalle forze dell’opposizione. La situazione è però precipitata alla fine del novembre 2024, quando unanuova offensiva delle forze ribelliha rapidamente fatto crollare l’apparato di potere. L’8 dicembre Assad ha lasciato Damasco insieme alla famiglia, ponendo fine a oltre mezzo secolo di governo della dinastia Assad.

Da allora l’ex presidente vive in Russia. La sentenza della Corte di Damasco rappresenta ora ilprimo grande procedimento giudiziariocontro i vertici del vecchio regime e apre un nuovo fronte: quello della possibilericerca internazionale di Bashar al-Assad, che resta fuori dalla portata delle autorità siriane.

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