Continuano a scoprirsi nervi in quel di Russia e alleati, dopo il sequestro della petroliera Marinera per mano degli Stati Uniti nelle acque internazionali dell’Oceano Atlantico. Un’operazione che ha scatenato l’immediata replica da Mosca che ha chiesto a Washington di cessare immediatamente quelle che ha definito “azioni illegali” contro la nave russa, sostenendo di aver informato in anticipo le autorità a stelle e strisce della proprietà e dello status della petroliera.
Sequestro Marinera, Cina: “Grave violazione del diritto internazionale”
Secondo il ministro degli Esteri russo, citato dalle agenzie di stampa di Mosca, gli USA sarebbero stati avvisati che la nave Marinera – ex Bella 1 – fosse un’imbarcazione con finalità civili e pacifiche. Versione che, però, entrerebbe in contrasto con quella comunicata dalla Casa Bianca, che ha affermato di aver considerato la petroliera “apolide” al momento dell’abbordaggio da parte delle forze speciali statunitensi.
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Intanto, con il passare delle ore, emergono nuovi dettagli sulla proprietà della nave. Secondo quanto riportato da Novaya Gazeta Europe, la Marinera apparterrebbe alla società russa Burevestmarin, il cui unico direttore e proprietario sarebbe Ilya Bugay, ovvero un imprenditore russo originario della Crimea, già CEO di Rusneftekhimtorg, una società petrolchimica con sede a Mosca.
Il sequestro della nave dal Comando europeo delle forze armate statunitensi nell’Atlantico settentrionale, ha portato a una reazione anche da parte della Cina. Pechino non si è tenuta nel definire il sequestro un atto “arbitrario“, sottolineando che gli USA hanno compiuto una “grave violazione del diritto internazionale“. La portavoce del ministro degli Esteri cinese, Mao Ning, ha ribadito con durezza la posizione della Cina che si pone assolutamente contro qualche azione che violi i principi della carta dell’ONU e che leda la sovranità e la sicurezza degli altri Paesi. Insomma, un messaggio che arriva forte e chiaro alla Casa Bianca ma che non sembra aver scosso il presidente statunitense Donald Trump.
Un altro avvistamento nella Manica
Intanto, continua il focus sulle cosiddette “petroliere fantasma“, che farebbero parte di quella “flotta ombra” che la Russia mantiene in vita proseguendo i proprio traffici commerciali nonostante le sanzioni cui è soggetta. Proprio nelle ultime ore, infatti, i media britannici hanno segnalato l’avvistamento di un’altra nave sospettata di far parte della flotta russa. L’individuazione della “nave fantasma” sarebbe avvenuta nella Manica, al di fuori delle acque internazionali, mentre navigherebbe, come da modus operandi russo, “sotto falso nome” e battendo bandiera camerunense.
Un episodio che arriva a poche ore da quello dell’abbordaggio della Marinera, che viaggiava a metà strada tra la Scozia e l’Islanda, anch’essa sotto nome e bandiera differenti. Nell’operazione in questione, il supporto britannico è stato solo quello di rintracciare e segnalare la nave tramite l’impiego dei suoi aerei-spia, senza però prendere parte all’arrembaggio a bordo.
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