Ancora un naufragio nel Mediterraneo centrale. La nave Aurora della ong Sea-Watch, intervenuta dopo una segnalazione di Alarm Phone, ha individuato un gommone quasi completamente sgonfio con a bordo cinque persone sopravvissute e due corpi senza vita. Secondo quanto riferito dai superstiti, una delle vittime sarebbe un bambino.
L’imbarcazione si trovava al confine tra la zona Sar libica e quella tunisina. I cinque naufraghi hanno raccontato all’equipaggio che circa 25 persone si erano aggrappate alla piattaforma petrolifera Hasdrubal per mettersi in salvo dopo il naufragio.
Sea Watch:”Due donne hanno perso i figli”
A fornire il primo racconto dell’accaduto sono stati proprio i superstiti soccorsi da Aurora. Secondo Sea-Watch, due donne avrebbero riferito di aver perso i propri figli durante il naufragio.
I cinque sopravvissuti hanno inoltre raccontato che altre persone sarebbero riuscite a raggiungere la piattaforma petrolifera. Tra i due corpi recuperati dal gommone ci sarebbe quello di un bambino, che potrebbe essere una delle persone disperse indicate dai testimoni.
Il trasferimento dalla piattaforma
Dopo aver recuperato i cinque superstiti e i due corpi, l’equipaggio di Aurora ha raggiunto la piattaforma Hasdrubal con l’autorizzazione delle autorità tunisine. A bordo sono stati distribuiti giubbotti di salvataggio e sono iniziate le operazioni di trasferimento delle persone presenti sulla struttura.
Tra i naufraghi soccorsi ci sarebbe anche un neonato. Sea-Watch ha definito l’episodio l’ennesima tragedia nel Mediterraneo centrale, sottolineando la presenza di vittime particolarmente vulnerabili. “Tra le vittime anche questa volta chi è più piccolo, più fragile e più indifeso“, ha commentato la Ong.
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