Udienza Sarkozy, attesa oggi la scelta sulla scarcerazione: “Il carcere è duro, lascia il segno”

La Procura generale ha chiesto la scarcerazione del presidente, in quanto "l'estrema gravità dei reati e la severità della pena non dovrebbero essere prese in considerazione. Contano solo i criteri dell'articolo 144 del Codice di Procedura Penale"

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Alle 13:30 di oggi, la Corte di Appello di Parigi si esprimerà sulla richiesta di scarcerazione dell’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, I giudici sono chiamati ad esaminare la richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati dell’imputato. In Aula sono presenti Carla Bruni, moglie di Sarkozy, e sua figlio Jean. Se la Corte dovesse accogliere l’istanza dei legali dell’ex presidente, Sarkozy potrebbe essere rilasciato immediatamente.

L’ex titolare dell’Eliseo si trova in carcere dopo la condanna a cinque anni ricevuta per l’accusa di uso di fondi libici nella sua  campagna elettorale presidenziale. Lo scorso 25 settembre, la Corte penale di Parigi aveva dichiarato Sarkozy colpevole di aver consapevolmente consentito ai suoi complici di avvicinarsi alla Libia di Muammar Gheddafi per sollecitare finanziamenti segreti per la sua vittoriosa campagna presidenziale del 2007.

Un’accusa che Sarkozy continua a respingere. L’ex presidente è apparso in Aula in video collegamento. Sul suo corpo sono presenti i segni della stanchezza. Il suo volto è apparso pallido e provato dalle prime tre settimane di detenzione nel carcere de La Santè di Parigi. “Risponderò alle vostre domande“, ha detto Sarkozy al presidente del tribunale, con espressione calma e determinata.

Sarkozy: al via l’udienza per la scarcerazione

L’udienza ha avuto inizio con il magistrato che ha ricapitolato la condanna e la disposizione di esecuzione provvisoria della penavista la gravità dei reatiimputati. In ogni caso, a seguito della richiesta di appello, il presidente potrà rimanere in carcere solo se non si troverà altro modo per salvaguardare le prove, impedire la manipolazione dei testimoni, impedirgli di fuggire o di recidivare, o per proteggerlo. In caso contrario, Sarkozy sarà rilasciato sotto controllo giudiziario o sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

La Procura generale ha infatti chiesto la scarcerazione del presidente, in quanto “l’estrema gravità dei reati e la severità della pena non dovrebbero essere prese in considerazione. Contano solo i criteri dell’articolo 144 del Codice di Procedura Penale“.

Sarkozy: “Non mi dichiarerò mai colpevole”

Lo stesso Nicolas Sarkozy è poi intervenuto nel corso dell’udienza. L’ex titolare dell’Eliseo ha definito la prigione molto dura e stressante“, chiarendo che questa esperienza ha sicuramente lasciato il segno nella sua vita. “Sono consapevole della gravità delle accuse a mio carico, ma tre settimane al carcere di La Sante’ non cambieranno il mio  atteggiamento“, ha poi aggiunto, chiarendo di essere pronto a rispettare tutti gli obblighi che gli saranno imposti.

Allo stesso tempo, però, Nicolas Sarkozy, ha sostenuto di essere consapevole delle accuse a suo carico, ma al contempo ha chiarito di “non aver mai avuto l’idea o la folle intenzione di chiedere soldi al signor Gheddafi e non confesserò mai qualcosa che non ho fatto“. L’ex capo di Stato francese ha chiarito di aver sempre risposto ad ogni citazione in tribunale e di non aver mai pensato di essere costretto ad andare in pensione all’età di 70 anni. “Voglio rendere omaggio al personale penitenziario che ha dimostrato un’umanità eccezionale e che ha reso sopportabile questo incubo“, ha poi concluso.

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