L’incubo di Nicolas Sarkozy è finito, almeno per il momento. Il Tribunale di Appello di Parigi ha concesso all’ex presidente francese la libertà vigilata dopo la condanna in primo grado a cinque anni di carcere ricevuta per l’accusa di uso di fondi libici nella sua campagna elettorale presidenziale. L’ex titolare dell’Eliseo ha passato in carcere 21 giorni. Un’esperienza piuttosto sofferta, come dichiarato dallo stesso Sarkozy nel corso dell’udienza odierna.
“La prigione è molto dura e stressante, che lascia il segno“, ha sostenuto nel corso dell’udienza. Il suo volto è apparso pallido e provato da questi giorni in cella. L’ex capo di Stato francese ha ribadito la sua innocenza, sostenendo di “non aver mai avuto l’idea o la folle intenzione di chiedere soldi al signor Gheddafi e non confesserò mai qualcosa che non ho fatto“. Da quanto si apprende, Sarkozy lascerà in giornata il carcere de La Santè.
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All’udienza erano presenti Carla Bruni, moglie dell’imputato, e il figlio Jean insieme alla compagna. Resta da comprendere se il momento della scarcerazione e l’uscita dal carcere saranno resi pubblici.
La decisione del Tribunale di Parigi sulla libertà vigilata di Sarkozy
Il presidente della Corte di Appello ha sostenuto che “il Tribunale dichiara ammissibile la domanda di rilascio” e “pone sotto sorveglianza” l’imputato. Secondo i giudici, infatti, non vi sarebbe alcun rischio di occultamento di prove, pressioni o collusione. Solo se queste situazioni avessero rischiato di manifestarsi, allora il presidente avrebbe dovuto rimanere in carcere.
“La detenzione continuata non è giustificata“, ha continuato il presidente, specificando che proprio per queste motivazioni la Corte ha deciso di procedere con il rilascio di Sarkozy. Il Tribunale ha disposto quindi la sorveglianza giudiziaria per l’ex presidente, che includerà il divieto di lasciare la Francia. Inoltre, gli sarà vietato di contattare il Ministro della Giustizia, Gerald Darmanin. Quest’ultimo lo aveva visitato in carcere lo scorso 29 settembre.
L’avvocato dell’ex capo di Stato si è detto particolarmente soddisfatto di come siano andate le cose. “Il prossimo passo è il processo di appello“, ha sostenuto il legale di Sarkozy, Christophe Ingrain, aggiungendo di essere già impegnato con il suo cliente a preparare la prossima udienza. L’avvocato ha poi aggiunto che quanto avvenuto oggi è una “normale applicazione delle norme del codice penale“.
La Procura generale si era già espressa in merito durante l’udienza, specificando che la scarcerazione dell’ex titolare dell’Eliseo era possibile in quanto “l’estrema gravità dei reati e la severità della pena non dovrebbero essere prese in considerazione. Contano solo i criteri dell’articolo 144 del Codice di Procedura Penale“.
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