Sánchez difende Meloni dopo l’attacco di Trump: ‘Non so nemmeno come definirlo’

Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, esprime solidarietà alla presidente del Consiglio dopo le parole del tycoon ma resta lo scontro europeo sulla politica migratoria e sugli hub per i rimpatri

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Il premier spagnoloPedro Sánchezha espresso la propria solidarietà alla presidente del ConsiglioGiorgia Melonidopo ledichiarazioni del presidente americanoDonald Trump. “Non solo l’ho fatto pubblicamente, rispondendo a una domanda, ma anche in privato“, ha detto Sanchez in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo.

In sede di Consiglio europeo le ho espresso la mia solidarietà di fronte a questo attacco chenon è né politico né personale.In realtà non so nemmeno come definirlo“, ha aggiunto. Anche il presidente franceseEmmanuel Macronha commentato la vicenda: “Sono rimasto sorpreso dall’attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni, la vedrò la prossima settimana e ne parlerò con lei“.

Migranti,Sánchez: “Non è uno scontro ma un dibattito”

Il premier spagnolo ha poi ridimensionato le indiscrezioni su unpresunto scontrocon Meloni sullapolitica migratoriaeuropea: “Non parlerei di un confronto acceso ma piuttosto di un dibattito necessario che si sta svolgendo in tutte le capitali europee“, ha spiegato Sanchez. La distanza tra Madrid e Roma resta però evidente, soprattutto sul tema deirimpatrie degli hub nei Paesi terzi.

La Spagna è stata chiara fin dall’inizio:questa soluzione non porterà a nulla.È una risposta assolutamente inefficace, una cortina di fumo“, ha detto Sanchez riferendosi al regolamento sui rimpatri approvato dal Parlamento europeo. Secondo il premier spagnolo, inoltre, il nuovo approccio rischierebbe di inviare “un messaggio sbagliato” ai Paesi di origine e transito dei migranti, con cui invece “bisogna collaborare e cooperare“.

Macron contrario agli hub per i rimpatri

Anche Macron ha preso posizione contro lacreazione di centri di rimpatrio nei Paesi extra Ue: “La Francia non sostiene la politica degli hub di rimpatrio nei Paesi terzi“, ha dichiarato il presidente francese, aggiungendo che Parigi si opporrebbe anche all’utilizzo di fondi europei per realizzarli.

“Non ho mai visto un centro di rimpatrio in un Paese terzo funzionare davvero. Negli ultimi anni ho sentito molte persone parlare di questa possibilità, mabisogna riflettere sul suo significato”, ha aggiunto Macron. Secondo il presidente francese, queste soluzioni non rappresenterebbero pienamente il modello europeo: “Non sono sicuro che rappresentino la nostra Europa“.

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