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Groenlandia, Rutte convince Trump al dietrofront (anche sui dazi): “C’è l’accordo quadro”

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Tra una frecciatina al presidente Emmanuel Macron e i suoi occhiali da sole specchiati, qualche critica verso l’immobilismo finanziario e geopolitico europeo e i numerosi elogi dedicati alla crescita economica degli Usa, Donald Trump è riuscito a portare a Davos anche un nuovo posizionamento sulla Groenlandia. Dopo settimane caldissime, in cui il Tycoon aveva più volte ribadito la sua volontà di procedere con la forza pur di ottenere l’annessione dell’isola dell’Artico, ieri il titolare della Casa Bianca ha fatto un doppio dietrofront.

Oggi sembra possibile raggiungere un accordo con l’Europa sulla gestione della Groenlandia, così come i dazi non sembrano più uno strumento cruciale da utilizzare per potare i leader europei su posizioni vicine agli Usa. Il World Economic Forum di Davos si è trasformato in un palcoscenico per il Tycoon, che ha lasciato più di qualche spettatore a bocca aperta dopo le sue considerazioni sulla Groenlandia.

Groenlandia, le parole di Trump sull’accordo

Incredibilmente, ad accompagnare il presidente Usa verso il suo cambio di posizione è stato il segretario della Nato, Mark Rutte. Un leader che, già nei mesi scorsi, aveva dimostrato una certa affinità con il leader di Washington. “Ho avuto un incontro molto produttivo con Rutte“, ha infatti scritto il titolare della Casa Bianca, chiarendo che nel corso dell’incontro è stato redatto un accordo quadro per un futuro accordo sulla Groenlandia e l’intera regione dell’Artico.

Questa prima soluzione, se applicata, sarebbe abbastanza soddisfacente per fare in modo che io non imponga i dazi che sarebbero previsti dal 1° febbraio“, ha spiegato ancora Donald Trump, ribadendo comunque che l’intento degli Usa di costruire una parte del Golden Dome Usa in Groenlandia non è stato affatto cancellato. L’obiettivo degli Stati Uniti è quello di installare sull’isola un sistema di missili intercettori a difesa del Paese, in quanto un attacco russo o cinese dovrebbe passare per forza sopra l’Artico.

Groenlandia, il piano di Rutte per convincere Trump

Un passo in avanti raggiunto anche grazie all’impegno profuso proprio dal segretario generale. Rutte ha iniziato a capire in che modo dialogare con il presidente Usa subito il fallimento dell’incontro dello scorso 14 gennaio a Washington tra i vertici di Groenlandia, Danimarca e Stati Uniti. Il leader dell’Alleanza Atlantica ha avuto varie consultazioni con gli alleati europei e con l’ambasciatore Matthew Whitaker, che è il rappresentante americano alla Nato.

Il successivo 19 gennaio, Rutte ha ricevuto a Bruxelles la ministra della Groenlandia Motzfeldt e il ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen. I tre raggiungono un accordo che prevede l’intervento dei Paesi disponibili a rafforzare la sicurezza militare in Groenlandia e nei dintorni. Così, il segretario generale della Nato ha potuto avere un colloquio telefonico con il presidente Usa per presentargli la proposta, aprendo anche alla possibilità di modifica sulla base delle richieste americane.

Inoltre, Rutte lo ammansisce ricordando che gli alleati sono pronti a spendere di più in riferimento alla difesa dell’Artico, acquistando ovviamente armi e altri materiali dagli Stati Uniti. Nello specifico, il segretario generale della Nato ha ricordato come la Danimarca sia una dei principali acquirenti di F-35. Successivamente proseguono i contatti con le cancellerie europee, a cui prova a spiegare quali sono i prossimi passi per tenere sotto controllo le iniziative di Trump.

Una serie di mosse che sembra funzionare e che ieri ha ottenuto una sorta di benedizione dal presidente Usa. “Abbiamo un accordo quadro“, ha infatti annunciato ieri, lasciando gli europei a una tranquillità che ormai mancava da settimane. Resta da capire se, nelle prossime ore, Donald Trump possa cambiare di nuovo idea.

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