Niente mezze misure per il segretario della Nato, Mark Rutte, il quale oggi ha tenuto un discorso nella capitale , in occasione dell’evento “Msc a Berlino” sui pericoli che l’Occidente potrebbe affrontare nel prossimo futuro. “Il male è di nuovo in marcia, e noi siamo un obiettivo“, ha spiegato il segretario dell’Alleanza Atlantica, aggiungendo con una certa convinzione: “Noi siamo il prossimo obiettivo della Russia, non possiamo lasciarci dividere“.
Rutte ha specificato di aver avvertito, sin dalla sua elezione lo scorso anno, il pericolo che ciò che nel 2022 è accaduto all’Ucraina potesse accadere anche ad altri Paesi alleati. “Dobbiamo passare a una mentalità da tempo di guerra“, ha aggiunto, chiarendo che le certezze del passato non sono più disponibili e devono essere sostituite da un atteggiamento maggiormente protettivo.
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“Temo che troppi siano silenziosamente compiacenti. Troppi non avvertono l’urgenza e troppi credono che il tempo sia dalla nostra parte“, ha continuato, con l’obiettivo di esortare i vertici europei a prendere le necessarie precauzioni. Il segretario ha chiarito che l’obiettivo principale al momento è quello di agire al più presto, per evitare di trovarsi impreparati.
Rutte: “I conflitti sono davanti alla nostra porta di casa”
In questo senso, quindi, Rutte ha sottolineato la necessità di aumentare al più presto le spese e la produzione per la difesa degli alleati, al fine di costruire capacità difensive che siano all’altezza delle minacce che provengono dall’esterno. “I conflitti sono esattamente davanti alla nostra porta di casa“, ha tuonato il segretario dell’Alleanza Atlantica, chiarendo che la Russia ha già portato l’Europa in guerra, per cui i Paesi che ne fanno parte devono “essere pronti a fare quello che hanno fatto allora i nostri padri e i nostri nonni“.
“Immaginate che i missili russi possano raggiungere qualsiasi casa o edificio in qualsiasi Paese d’Europa“, ha dichiarato, aggiungendo che il solo pensiero di milioni di morti, feriti e profughi “è terribile“. Una realtà che potrebbe essere evitata adempiendo ai doveri che impone la Nato. Al momento, però, lo scenario non sarebbe dei migliori. Rutte ha sostenuto che per ora è difficile dire se la guerra in Ucraina possa concludersi entro Natale, come auspicato dal presidente Usa.
“Penso che, quando si tratta di Ucraina, Stati Uniti ed Europa possano trovare un accordo“, ha comunque riconosciuto, ricordando che la sicurezza di Kiev equivale alla sicurezza dell’Europa. Donald Trump, però, è stato riconosciuto da Rutte come l’unico leader che può effettivamente portare la Russia al tavolo dei negoziati. “È essenziale che tutti noi continuiamo a fare pressione sulla Russia e sosteniamo un impegno concreto per porre fine a questa guerra“, ha comunque riconosciuto. A rendere tutto più complesso, però, sarebbe il ruolo della Cina.
“Pechino è il maggior partner di Mosca e la aiuta a portare avanti questa guerra“, ha riferito Rutte, aprendo quindi ufficialmente lo scenario a Paesi che fino a questo momento erano stati citati solo marginalmente. “Senza il sostegno cinese la Russia non potrebbe continuare questa guerra”, ha riconosciuto, invitando quindi il Dragone a prendere una decisione netta sul conflitto.
L’incontro dei leader Ue a Parigi il prossimo 13 dicembre
Intanto, i funzionari di Ucraina, Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito si riuniranno sabato a Parigi per discutere del piano di pace di Kiev e garantire che il Paese invaso protegga la sua integrità territoriale. Il cancelliere tedesco, Frederich Merz, questa mattina ha sostenuto che, sulla base dei documenti ottenuti da Washington, le speranze di successo sono ampie.
Merz ha spiegato che la telefonata di ieri con Trump, Starmer e Macron si è svolta in un clima “molto costruttivo”, pur riconoscendo la complessità del momento. “Il lavoro che stiamo svolgendo insieme rimane molto difficile per una semplice ragione: il presidente Putin continua spietatamente a portare avanti la sua brutale guerra di aggressione contro la popolazione civile ucraina“, ha tuonato nel corso del suo intervento.
Gli obiettivi dell’Ue, comunque, rimangono sostanzialmente tre, come specificato dal cancelliere. Si tratta del cessate il fuoco per l’Ucraina che ponga fine alla guerra, poi le garanzie di sicurezza al Paese invaso e infine il rispetto degli interessi di sicurezza europei e della Nato. “Per questo è così importante che noi europei prendiamo parte al processo. Nessuna pace può essere fatta senza il nostro coinvolgimento“, ha concluso.
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