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Trump schiera due sottomarini nucleari ma Mosca minimizza: Non sono una minaccia”

Il Tycoon ha proceduto a seguito di un post pubblicato da Dmitry Medved in cui, in risposta a Trump, veniva citato un meccanismo di lancio di armi nucleari in dotazione dalla Russia. Una dichiarazione che per il presidente Usa va letta come una "provocazione"

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PerDonald Trumpudire le parole diDmitry Medvedevè stato come avvertire un traforante campanello d’allarme. Perché quando si nomina la parole “nucleare“, per il tycoon ci sono poche interpretazioni da declinare: “Mi si illuminano gli occhi e dico, meglio stare attenti,perché è la minaccia definitiva“. E così ha fatto, perché ieri il presidente statunitense ha deciso di ordinareil posizionamento di due sottomarini nuclearinelle regioni appropriate” in risposta a quelle che ha definito “dichiarazioni insensate e provocatorie” (Ne abbiamo parlato qui). E così, sale la tensione tra Washington e Mosca e i due sommergibili nucleari “sempre più vicini alla Russia“.

Questo è in sintesi quanto emerso dall’ultima intervista rilasciata dall’inquilino della Casa Bianca aNewsmaxall’indomani della decisione presa dopo il durissimo botta e risposta avuto con Medvedev che ha comportato, come visto, conseguenze disastrose. Il pericolo, secondo il Tycoon, è che le parole dell’ex presidente russo possano avverarsi. “Beh, un ex presidente della Russia che ora è a capo di uno dei consigli più importanti,– puntualizza Trump –ha detto cose davvero brutte, parlando di nucleare“.

In sostanza, il tycoon sarebbe rimasto sorpresa dalle ultime mosse del leader del Cremlino, Vladimir Putin, “un tipo tosto“, perché “abbiamo avuto numerose conversazioni proficue in cui avremmo potuto porre fine a questa storia,poi torno a casa e vedo che una bomba è stata sganciata a Kiev e in altre città, uccidendo delle persone“. Quindi, la conclusione che ne trae Trump, è come lo zar voglia “provare a prendere tutto” in Ucraina ma crede anche che per lui sarà molto dura portare a termine questo piano.

La sorpresa del presidente americano, come da lui spiegato, nasce proprio dal fatto che nel corso dei colloqui aveva avuto una percezione diversa rispetto al solito, credendo infatti di aver risolto una volta per tutte. Intanto, allora, ribadisce chefarà scattare sanzioni contro la Russia alla scadenza fissatadell’8 agosto per un accordo che metta fine al conflitto con l’Ucraina. Anche se, ha ammesso che “Putin è piuttosto bravo con le sanzioni, sa come evitarle“.

Il Cremlino: “Nessuna preoccupazione”

Dal canto suo, lo zar ha ribadito di esserepronto a schierare i missili ipersonici Oreshnikin Bielorussia entro la fine dell’anno, dopo averne annunciato la produzione di un primo lotto. Questo tipo di missili può trasportare testateconvenzionali o nuclearie ha una gittata che gli consente di raggiungere tutta l’Europa. I missili a medio raggio possono infatti volare tra i 500 e i 5.500 chilometri. Al contempo, il deputato della Duma, il generale di divisione in pensione Leonid Ivlev, haminimizzato la presenza dei sottomarini americani.

Non rappresentano una minaccia nuova“, ha infatti sentenziato precisando che “queste basi e le loro capacità di combattimento sono note da tempo a chi dovrebbe esserne a conoscenza e i loro punti di dispiegamento sono stati inclusi nelle missioni di volo di missili e bombardieri strategici“.

Come si è giunti alla decisione di Donald Trump?

Questo infatti, in risposta ad un post pubblicato da Trump ha minacciato l’utilizzo di armi atomiche in un ipotetico conflitto con la Russia.La tensione tra i due Paesi è alle stellee il resto del mondo osserva con una certa inquietudine l’evolversi della situazione. Il Tycoon ha sostenuto che la guerra in Ucraina sia ora divenuta “assurda“, in quanto ha provocato “troppi morti inutili“, per poi aggiungere durissimo: “Questa è la guerra di Biden, non di Trump“.

Nel post con cui ha annunciato la sua decisione, il titolare della Casa Bianca ha voluto sottolineare che dal suo punto di vista “le parole sono molto importanti e possono spesso portare a conseguenze indesiderate“. Il suo auspicio, però, è che non si arrivi a tanto. Ora, a preoccupare è la risposta del Cremlino. Sembra poco probabile che Mosca possa decidere di non rispondere ad una minaccia simile. Da vedere però quali saranno le sue posizioni.

Sulla questione si è inserita l’Ucraina, con l’ufficio del presidente Volodymyr Zelensky che ha chiarito come l’iniziativa di Trump rientri nella strategia di “pace attraverso la forza“. Questa è stata più volte lodata da Kiev, in quanto ritenuta l’unica modalità possibile per convincere la Russia tornare al tavolo dei negoziati.

La tragica evoluzione attuale è figlia di un lungo processo tra Russia e Usa. La scorsa domenica, in occasione della conferenza stampa per l’accordo dei dazi contro l’Ue,il presidente americano aveva annunciato di essere deluso dal comportamento di Moscae di aver deciso di restringere le tempistiche del suo ultimatum. Il Cremlino non avrebbe avuto più 50 giorni per arrivare ad una tregua, ma solamente 10.

In risposta a questa nuova minaccia è giunto un post diDmitry Medvedev,attuale vicepresidente del Consiglio russo. Questo ha chiarito che la Russia non accoglie di buon grado le imposizioni o le minacce di Paesi esteri, per poi aggiungere che ogni passo in questa direzione equivale ad unavvicinamento ad un possibile conflitto tra Mosca e Washington.

Dopo alcuni giorni di silenzio, ieri il Tycoon ha deciso di rispondere. Medvedev è stato definito “l’ex presidente fallito della Russia” e gli è stato intimato a “stare attento a quello che dice“. Trump ha poi ribadito la sua intenzione di colpire Mosca con sanzioni e i suoi Paesi alleati con dazi secondari pur di portarlo alla resa davanti a Kiev.

A stretto giro è poi giunta la risposta del vicepresidente del Consiglio russo. “Se alcune parole dell’ex presidente della Russia provocano una reazione così nervosa in un presidente degli Usa così temibile, significa che la Russia ha ragione su tutto e continuerà a seguire la sua strada“. ha dichiarato, prima di lasciarsi andare ad una vera e propria minaccia.

Medvedev ha infatti fatto riferimento alla pericolosità della cosiddetta “mano morta“, nome in codice di unsistema segreto semi-automatico dell’era sovietica capace di lanciare missili nucleari se la leadership di Mosca fosse stata eliminata in un attacco nemico. Un’affermazione che avrebbe innervosito ancora di più il Tycoon, tanto da spingerlo a procedere concretamente con lo schieramento dei sottomarini nucleari.

++Articolo in aggiornamento++

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