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Russia, Von der Leyen presenta le nuove sanzioni: “È ora di chiudere i rubinetti a Mosca”

Von der Leyen ha confermato anche azioni verso Paesi terzi che sostengono la Russia. "Prendiamo di mira raffinerie, commercianti di petrolio e aziende petrolchimiche in paesi terzi, inclusa la Cina", ha chiarito quasi rispondendo alle richieste giunta da Donald Trump nei giorni scorsi

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L’Unione europea sembra aver posto il piede sull’acceleratore in vista delle richieste degli Stati Uniti di Donald Trump in riferimento al conflitto in Ucraina. La portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho, ha annunciato che la Commissione europea ha adottato il 19esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, come da accordi. Subito dopo, la leader europea, Ursula Von der Leyen, e l’Alto rappresentante per la Politica estera europea, Kaja Kallas, hanno preso parte ad una conferenza stampa che spiega il contenuto del pacchetto.

Ursula Von der Leyen ha sostenuto la necessità di “chiudere i rubinetti del gas alla Russia“, in quanto le minacce nei confronti dei Paesi Nato sono divenute ormai insostenibili, con droni che hanno violato lo spazio aereo di Polonia e Romania. “Queste non sono le azioni di chi vuole la pace e l’Ue aumenta la pressione“, ha tuonato la presidente della Commissione europea, ricordando come l’economia russa sia facilmente affossabile. L’auspicio della presidente è che ora i 27 approvino velocemente le sanzioni.

“L’economia di guerra della Russia è sostenuta dai ricavi provenienti dai combustibili fossili. Vogliamo ridurre questi ricavi, quindi stiamo vietando le importazioni di Gnl russo nei mercati europei“, ha spiegato, sottolineando che l’Europa è pronta ad un passo simile in quanto è riuscita a diversificare le forniture e a investire in fonti di energia a bassa emissione di carbonio.

Kaja Kallas, Alto rappresentante Ue per la politica estera, ha confermato quanto dichiarato da Von der Leyen, aggiungendo che l’Ue ha designato 118 nuove navi come flotta ombra, vietandone la navigazione. Il timore è che queste navi trasportino illegalmente gas e petrolio russo verso Paesi terzi. “Il nostro obiettivo è
accelerare l’eliminazione graduale del gas naturale liquefatto russo entro il primo gennaio 2027
“, ha spiegato Kallas annunciato quindi un percorso che dovrebbe concludersi un anno prima di quanto previsto.

Russia, l’Ue colpirà anche i Paesi terzi che sostengono Mosca

Come spiegato dalle due leader, il nuovo pacchetto di sanzioni dell’Ue intende colpire il sistema di carte di credito nazionale messo a punto dalla Russia (MIR) nonché il sistema di pagamento veloce (SBP). Inoltre, è stato aggiunto il divieto totale delle transazioni sulle piattaforme di scambio di criptovalute e sulle criptovalute stesse, oltre a restrizioni alla fornitura di servizi di cripto-asset e all’emissione di moneta elettronica ai cittadini russi e divieto totale delle transazioni su ulteriori banche in Russia e in paesi terzi.

La leader della Commissione Ue ha inoltre spiegato che saranno soggette a un divieto totale di transazioni anche le principali società di commercio energetico, Rosneft e Gazprom Neft, così da colpire ogni tipo di alimentazione energetica della Russia. Poi, Von der Leyen ha annunciato anche azioni verso Paesi terzi che sostengono la Russia. “Prendiamo di mira raffinerie, commercianti di petrolio e aziende petrolchimiche in paesi terzi, inclusa la Cina“, ha chiarito.

Russia, l’uso degli asset russi congelati

Von der Leyen ha confermato la riflessione sull’utilizzo dei bani russi congelati a favore del sosetegno della causa ucraina. “Dobbiamo essere molto chiari: questa è la guerra della Russia e chi la perpetra deve pagarla con i saldi di cassa associati a questi beni russi“, ha tuonato la leader europea.

Il piano era già stato preannunciato dal commissario per l’Economia Ue, Valdis Dombrovskis, secondo il quale la Commissione europea starebbe valutando un “prestito di riparazione” per l’Ucraina. Si tratterebbe di un finanziamento a Kiev tramite l’uso delle giacenze liquide degli asset russi immobilizzati senza toccare la titolarità russa su quegli asset. L’Ucraina dovrà procedere al rimborso quando la Russia pagherà le riparazioni di guerra.

“È già stato concordato a livello di G7 e di Consiglio europeo. Stiamo rendendolo operativo“, ha poi aggiunto, chiarendo che in questo modo sarebbero risolte anche le contrarietà di chi non si era mostrato favorevole all’utilizzo degli asset russi.

Russia, la questione dell’acquisto del gas russo

Inoltre, oggi, la portavoce dell’esecutivo Ue Anna-Kaisa Itkonen, ha annunciato che i Paesi che ancora acquistano gas russo sono Belgio, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Portogallo via Lng e Grecia, Slovacchia e Ungheria tramite il gasdotto TurkStream. La portavoce ha inoltre spiegato che al momento l’Ue non ha a disposizione i dati che chiariscono dove questo gas sia diretto e per cosa venga utilizzato. “Sappiamo da dove il gas entra nel sistema dell’Ue, ma non  sappiamo dove rimane e dove viene consumato“, ha infatti precisato.

La domanda risponde alle precisazioni che in queste settimane sono state pronunciate dal presidente degli Stati Uniti. Donald Trump ha infatti più volte specificato di essere pronto a colpire la Russia con dure sanzioni e i Paesi che acquistano petrolio russo con dazi secondari, ma solamente quando l’Europa si unirà a lui a questo piano. Inoltre, il titolare della Casa Bianca ha chiesto espressamente ai Paesi Nato di concludere qualunque rapporto di acquisto di gas russo da Mosca.

In questo modo, gli alleati di Kiev sarebbero in grado di affossare l’economia russa e quindi costringere Trump a porre fine al conflitto. Quello attuale sarebbe il momento più adatto per una mossa del genere, in quanto dal Cremlino iniziano a giungere i primi segnali di crisi. L’economia russa rallenta, anche se Putin sostiene che sia una scelta deliberata del suo governo per contenere l’inflazione, e al contempo si riduce la possibilità di reggere lo sforzo bellico. Vladimir Putin, infatti, starebbe anche prendendo in considerazione una tassazione dei più ricchi per avere i fondi necessari a continuare l’invasione.

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