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Russia, Mosca insiste: ‘Per la pace fondamentale Donbass sia russo’

Mentre proseguono i colloqui di pace ad Abu Dhabi, nuovi raid russi colpiscono l’Ucraina. Scaduto il trattato New Start sulle armi atomiche, l’Onu: “Momento grave per la pace internazionale”

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Secondo giorno di colloqui trilaterali ad Abu Dhabi tra le delegazioni di Russia, Ucraina e Stati Uniti. Ieri, al termine del primo incontro, il negoziatore ucraino Rustem Umerov aveva parlato di “lavoro sostanziale e produttivo, incentrato su misure concrete e soluzioni pratiche” in un post pubblicato su X. Questa mattina, però, la Russia è tornata alla carica. Fonti occidentali dell’agenzia russa Tass riferiscono infatti che Mosca non intende arretrare sulle sue posizioni, considerando cruciale includere il riconoscimento internazionale del Donbass come parte della Federazione Russa in un accordo di ampia portata.

Nonostante la dichiarata intransigenza, la Russia ritiene tuttavia che ad Abu Dhabi si stiano compiendo “passi avanti positivi” nei colloqui sulla fine della guerra in Ucraina. Lo ha affermato l’inviato speciale del Cremlino, Kirill Dmitriev, sottolineando che “un segnale di questo progresso è il fatto che i guerrafondai in Europa e nel Regno Unito stanno costantemente cercando di interferire nel processo“.

Commenti anche da parte statunitense, con l’inviato della Casa Bianca ad Abu Dhabi Steve Witkoff che parlato su X di “colloqui di pace costrutti”, sottolineando altresì come vi sia ancora molto lavoro da fare. “I colloqui continueranno e si prevedono ulteriori progressi nelle prossime settimane“, ha aggiunto.

Nuovi attacchi all’Ucraina

Intanto, nella notte, Kiev è stata nuovamente bersagliata da raid aerei russi. Come riportato dal “The Kyiv Independent“, esplosioni hanno colpito vari quartieri della città. I danni maggiori si registrano nel distretto di Obolonskyi, dove gli attacchi hanno scatenato un incendio che ha coinvolto alcune auto in sosta. Nel quartiere di Solomianskyi si registra invece un ferito, mentre il bilancio complessivo dell’attacco è ancora in fase di aggiornamento.

Inoltre, oltre 53.000 famiglie sono rimaste prive di energia elettrica a Zaporizhzhia e nel resto della regione, sempre a causa dei raid russi. A rendere noti i dati è stato il governatore locale, Ivan Fedorov. L’attacco russo ha colpito duramente le infrastrutture civili, aggravando la precaria situazione umanitaria in un’area già pesantemente martoriata dal conflitto.

Scaduto il trattato New START sulle armi atomiche

A mezzanotte è avvenuta la scadenza del New START, il trattato firmato nel 2010, tra Stati Uniti e Russia che limitava a 1.550 le testate strategiche schierate per ciascuna superpotenza e che rappresentava l’ultimo baluardo contro la corsa agli armamenti tra i due Paesi che detengono l’80% dell’arsenale mondiale. Il sistema di monitoraggio era, in verità, già entrato in crisi nel 2023, quando il Cremlino aveva interrotto le ispezioni in risposta alla guerra in Ucraina. La fine dell’accordo getta la comunità internazionale in una fase di incertezza nucleare senza precedenti dalla fine della guerra fredda. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha lanciato un appello ai Washington e Mosca affinché si siedano immediatamente al tavolo dei negoziati per definire un nuovo quadro normativo, definendo l’attuale situazione “un momento grave per la pace internazionale”.

Da parte sua la Russia, tramite il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov citato dall’agenzia Interfax, ha espresso “rammarico” per la scadenza degli accordi New START, sottolineando che Washington non ha risposto alla proposta avanzata dal presidente russo Vladimir Putin di estendere per almeno un anno i limiti posti dal trattato.”La Federazione Russa manterrà il suo approccio responsabile e attento al tema della stabilità strategica nel campo delle armi nucleari“, ha aggiunto Peskov.

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