La Russia ha annunciato di aver inserito ilfondatore e Ceo di Telegram, Pavel Durovnella lista dei ricercati internazionali. La vibrante accusa lanciata contro di lui dall’FSB, l’agenzia di sicurezza interna del Paese è di“complicità nel terrorismo“.
Secondo le autorità, infatti, la piattaforma non avrebbe rimosso numerosi canali, chat e bot sfruttati dai servizi segretiucrainie da organizzazioni estremisteper preparare atti di sabotaggio, attentati e frodi informatiche ai danni dei russi. Atti che, a detta dell’FSB, avrebbero provocato diverse vittime e danni materiali.
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Russia, i guai con la giustizia di Durov in Francia
Durov, che oggi ha 41 anni, ha creato Telegram nel 2013 ma l’anno successivo è stato costretto a lasciare la Russia, essendosi rifiutato diconsegnare al governo di Mosca i dati personali di gruppi di attivistiche usano la piattaforma per comunicare. Oggi ha altri due passaporti: quello degli Emirati Arabi Uniti e quello francese e al momento si trova proprio nel Paese transalpino.
In Francia è alle prese con seri guai giudiziali. Da due anni infatti si trova ad affrontare accuse difavoreggiamento di abusi sessuali su minori e traffico di drogaattraverso Telegram, per non aver agito contro la diffusione di tali contenuti criminali Nel 2024 era stato inoltre arrestato, per poi essere rilasciato con l’obbligo di non lasciare il Paese, misura annullata nel novembre 2025. Lo sorso 9 luglio Durov ha affrontato il quarto interrogatorio degli investigatori francesi, durato circasei ore.
Russia, Durov accusato di non aver rimosso da Telegram “Leo Match”
In Russia l’accesso a Telegram èbloccato dalle autorità per il controllo delle telecomunicazioni, ma molti utenti continuano ad usarlo grazie a sistemi per aggirare le restrizioni, come per esempio le vpn. Inoltre, la piattaforma è quotidianamente utilizzata dalleautorità politiche e militari, compreso l’ufficio stampa del Cremlino e i ministeri, per diffondere notizie alla popolazione. Da anni, tuttavia il presidenteVladimir Putinesercita un controllo sempre maggiore su di essa, nel tentativo di controllare le comunicazioni tra cittadini russi efavorire la propaganda del governo.
Ed ora la scure dello zar si è abbattuta su Durov, accusato di non aver rimosso da Telegram“Leo Match”, un popolare bot per incontri, che secondo Mosca viene usato dai servizi segreti ucraini per addestrare giovani russi “inattività terroristiche e di sabotaggio“. Come riferisce il servizio di sicurezza del Paese, infatti, nel corso dell’ultimo anno sono stati arrestati 46 cittadini russi di età compresa tra i 12 e i 22 anni, tutti utenti del bot,peraggressione a pubblico ufficialee sabotaggio di infrastrutture energetiche e di trasporto. Le persone sarebbero state contattate tramite “Leo Match” da agenti dei servizi segreti ucraini chesi spacciavano per giovani donne, al fine di costringerli ad intraprendere azioni criminali.
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