Antichi Telai 1894

Russia, Mosca spicca mandato di arresto internazionale per fondatore Telegram: ‘Complice del terrorismo ucraino’

Secondo le autorità, il Ceo della piattaforma non avrebbe rimosso numerosi canali, chat e bot sfruttati dai servizi segreti ucraini e da organizzazioni estremiste per reclutare con l'inganno giovani russi e preparare atti di sabotaggio, attentati e frodi informatiche ai danni di Mosca

3 Min di lettura

La Russia ha annunciato di aver inserito ilfondatore e Ceo di Telegram, Pavel Durovnella lista dei ricercati internazionali. La vibrante accusa lanciata contro di lui dall’FSB, l’agenzia di sicurezza interna del Paese è dicomplicità nel terrorismo.

Secondo le autorità, infatti, la piattaforma non avrebbe rimosso numerosi canali, chat e bot sfruttati dai servizi segretiucrainie da organizzazioni estremisteper preparare atti di sabotaggio, attentati e frodi informatiche ai danni dei russi. Atti che, a detta dell’FSB, avrebbero provocato diverse vittime e danni materiali.

Russia, i guai con la giustizia di Durov in Francia

Durov, che oggi ha 41 anni, ha creato Telegram nel 2013 ma l’anno successivo è stato costretto a lasciare la Russia, essendosi rifiutato diconsegnare al governo di Mosca i dati personali di gruppi di attivistiche usano la piattaforma per comunicare. Oggi ha altri due passaporti: quello degli Emirati Arabi Uniti e quello francese e al momento si trova proprio nel Paese transalpino.

In Francia è alle prese con seri guai giudiziali. Da due anni infatti si trova ad affrontare accuse difavoreggiamento di abusi sessuali su minori e traffico di drogaattraverso Telegram, per non aver agito contro la diffusione di tali contenuti criminali  Nel 2024 era stato inoltre arrestato, per poi essere rilasciato con l’obbligo di non lasciare il Paese, misura annullata nel novembre 2025. Lo sorso 9 luglio Durov ha affrontato il quarto interrogatorio degli investigatori francesi, durato circasei ore.

Russia, Durov accusato di non aver rimosso da Telegram “Leo Match”

In Russia l’accesso a Telegram èbloccato dalle autorità per il controllo delle telecomunicazioni, ma molti utenti continuano ad usarlo grazie a sistemi per aggirare le restrizioni, come per esempio le vpn. Inoltre, la piattaforma è quotidianamente utilizzata dalleautorità politiche e militari, compreso l’ufficio stampa del Cremlino e i ministeri, per diffondere notizie alla popolazione. Da anni, tuttavia il presidenteVladimir Putinesercita un controllo sempre maggiore su di essa, nel tentativo di controllare le comunicazioni tra cittadini russi efavorire la propaganda del governo.

Ed ora la scure dello zar si è abbattuta su Durov, accusato di non aver rimosso da Telegram“Leo Match”, un popolare bot per incontri, che secondo Mosca viene usato dai servizi segreti ucraini per addestrare giovani russi “inattività terroristiche e di sabotaggio“. Come riferisce il servizio di sicurezza del Paese, infatti, nel corso dell’ultimo anno sono stati arrestati 46 cittadini russi di età compresa tra i 12 e i 22 anni, tutti utenti del bot,peraggressione a pubblico ufficialee sabotaggio di infrastrutture energetiche e di trasporto. Le persone sarebbero state contattate tramite “Leo Match” da agenti dei servizi segreti ucraini chesi spacciavano per giovani donne, al fine di costringerli ad intraprendere azioni criminali.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
Way Technological Systems

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.