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Drone russo in Romania, Medvedev: ‘Ue ormai in guerra con Mosca, il sonno tranquillo è finito’

Dopo il raid che ha colpito un condominio a Galați ferendo due persone, cresce la tensione tra Russia e Unione Europea. Medvedev minaccia mentre Bucarest espelle il console russo e chiude il consolato di Costanza. La Nato e alleati europei ribadiscono pieno sostegno alla Romania

7 Min di lettura

La solidarietà europea alla Romania dopol’attacco russoha innescato una dura contro risposta da parte delleRussia.Piovono minacce da tutti i fronti ma le parole del vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa,Dmitri Medvedev, sono spaventose.

Cittadini dei Paesi Ue sappiate che le vostre autorità sono entrate unilateralmente in guerra con la Russia. Quindi siate vigili e non sorprendetevi di nulla.Il sonno tranquillo è finito. Ma sapete a chi chiedere spiegazioni!“, ha affermato Medvedev anticipando che il drone caduto sulla Romania è una dimostrazione minima della potenza della Russia.

Secondo lui gli “euro-impotenti” starebbero sollevando un polverone e partecipando direttamente alla guerra contro la Russia senza più nascondersi: “C’è sangue sulle mani di feccia come Ursula, Merz, Macron, Starmer e tutti gli altriripugnanti parassiti. Quindi farebbero meglio ad abituarsi. Questa non sarà l’ultima volta. C’è una guerra in corso!

La chiusura del consolato russo in Romania

Prima di queste dichiarazioni, era arrivato l’annuncio di una risposta russa immediata anche a causa della decisione della Romania di dichiarare “persona non grata” il console generale russo a Costanza,Andrei Kosilin, e di chiudere il consolato generale nella città sul Mar Nero.

A confermarlo sono state le dichiarazioni della portavoce del ministero degli Esteri russo,Maria Zakharova, alle agenzieRia NovostieTass. Secondo Zakharova, le contromisure di Mosca “non tarderanno ad arrivare” e potrebbero seguire la tradizionale linea delleritorsioni specularicontro la presenza diplomatica rumena in Russia.

La diplomatica ha inoltre accusato l’Occidente di utilizzare ilclamore mediaticosuscitato dal drone precipitato in Romania per “distogliere l’attenzionedall’omicidio dei bambini di Starobilsk per mano di Zelensky, commesso con fondi e sostegno dell’Ue” e giustificare la chiusura del consolato russo a Costanza.

Il drone su Galați e l’allarme Nato

L’escalation diplomatica arriva dopo l’attacco avvenuto nella città romena di Galați, nel sud-est del Paese, vicino al confine ucraino. Un drone russoShahedha colpito iltettodi un edificio residenziale causando il ferimento di due persone.

Secondo il ministero della Difesa romeno, il drone faceva parte di unosciame di 43 velivolidiretti verso obiettivi ucraini nell’area diOdessae dei porti sulDanubio, in particolareIzmail. Dopo l’impatto, due caccia F-16 romeni sono stati fatti decollare immediatamente.

Si tratta delprimo episodio in cui un attacco russo provoca vittime sul territorio di uno Stato membro della Nato.

Bucarest rafforza la difesa aerea

Dopo la riunione del Consiglio Supremo di Difesa nazionale, il presidente romenoNicușor Danha parlato di una “forte dimostrazione di solidarietà” da parte degli alleati Nato. Dan ha annunciato che l’Alleanza trasferirà temporaneamentesistemi di difesa aerea in Romania, in attesa dell’ammodernamento delle capacità nazionali anche attraverso i fondi europei delprogramma Safe.

Nelle prossime settimane anche l’Aeronautica militare italianaparteciperà alla missione Nato diAir Policingsul Mar Nero, schierando uomini e caccia in Romania a supporto delle forze aeree romene e in sostituzione del contingente britannico.

La condanna della Nato e degli alleati

Durissima la reazione della Nato. Il presidente del Comitato militare dell’Alleanza,Giuseppe Cavo Dragone, ha definito l’episodio “sconsiderato e inaccettabile“, assicurando che la Nato è pronta a “difendere ogni centimetro del territorio alleato“.

Anche il segretario generaleMark Rutte, dopo un colloquio con Nicușor Dan, ha ribadito la “pienasolidarietà” dell’Alleanza e la volontà di rafforzare la prontezza operativa contro ogni minaccia, compresi i droni.

Sostegno alla Romania è arrivato anche dagli Stati Uniti, con l’ambasciatore NatoMatthew Whitaker,e da numerosi governi europei.Germania, Spagna e Regno Unitohanno condannato l’incursione russa definendola una grave escalation e una violazione dello spazio aereo Nato.

Anche dall’Ucraina arriva il pieno sostegno alla Romania. Il presidenteVolodymyr Zelenskyha esortato i partner europei ad “intensificare la pressione sulla Russia affinchè questa guerra non si protragga o si estenda.Contiamo sullenuove misure sanzionatoriedell’Unione europea contro la Russia affinchè siano veramente efficaci e facciano capire alla Russia che i suoi attacchi comportano perdite significative anche per la Russia stessa. Sarebbe giusto. Grazie a tutti coloro che contribuiscono a proteggere la vita!“.

Le reazioni italiane ed europee

Dall’Italia sono arrivate prese di posizione bipartisan. La presidente del ConsiglioGiorgia Meloniha parlato di “atto gravissimo” che mette a rischio la sicurezza europea, mentre il ministro degli EsteriAntonio Tajaniha condannato “la violazione dello spazio aereo rumeno” chiedendo una pace “giusta e duratura“.

Il ministro della DifesaGuido Crosettoha definito l’episodio “una pericolosa e irresponsabile escalation“, ribadendo che la sicurezza di un Paese Nato “è la sicurezza di tutti“.

Anche la segretaria del PdElly Schleinha espresso solidarietà alla Romania, chiedendo un immediato cessate il fuoco e maggiori pressioni internazionali sulla Russia.

Dal Parlamento europeo, la presidenteRoberta Metsolaha assicurato “completa solidarietà” alla Romania, sottolineando che “l’Europa resta unita di fronte all’escalation della Russia“.

Il ruolo del programma Safe

Sul fronte europeo continua intanto il rafforzamento delle spese per la difesa attraverso il programma Safe dell’Ue. Come confermato dal portavoce della Commissione europea,Thomas Regnier, cinque Paesi hanno già firmato accordi di prestito:Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio.

L’Italia, al momento, non rientra tra gli Stati che hanno aderito allo strumento. La Polonia è stata inoltre il primo Paese a ricevere un’erogazione, pari a6,6 miliardi di euro, per finanziare progetti legati alla difesa europea.

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