Donald Trump ha lasciato ieri sera la sua tenuta di Mar-a-Lago in Florida. Oltre ad aver trascorso sotto il caldo sole della costa orientale le vacanze natalizie, il Tycoon ha diretto da Palm Beach una delle più controverse operazioni della storia moderna degli Stati Uniti. All’alba del 3 gennaio, un raid improvviso ha svegliato Caracas, in Venezuela, tra le bombe e le colonne di fumo. Poche ore dopo, è stato annunciato l’arresto del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie. Entrambi si trovano nel carcere di Brooklyn, nello stato di New York, in attesa di essere processati per l’accusa di narcotraffico.
Il posto di Maduro è stato prontamente occupato dalla sua vice, la chavista Delcy Rodriguez, che ha già ottenuto il consenso dell’esercito. Donald Trump, però, nutre qualche dubbio e ha già avvisato la neo presidente: “Faccia le scelte giuste o pagherà un prezzo più alto del suo predecessore“. Questa mattina, Rodriguez ha risposto al Tycoon nel corso del primo messaggio ufficiale al Venezuela.
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“Lavoriamo insieme su un programma di cooperazione, orientato allo sviluppo condiviso, nel quadro del diritto internazionale, e a rafforzare una duratura convivenza comunitaria“, è l’appello della nuova presidente, che ha voluto ricordare a Trump l’importanza della pace, del dialogo e dell’assenza di conflitti all’interno di questa regione. “Il nostro Paese aspira a vivere senza minacce esterne, in un clima di rispetto e cooperazione internazionale“, ha sostenuto, aggiungendo di credere che la pace globale possa essere costruita attraverso la tutela di ogni singola Nazione.
La dottrina Donroe di Donald Trump
Donald Trump sembra avere una posizione ben diversa da quella della sua omologa venezuelana. Il presidente degli Stati Uniti ha sostenuto di aver voluto iniziare il nuovo anno applicando quella che lui stesso ha definito una “dottrina Donroe“, ovvero una rivisitazione dell’approccio del suo predecessore, James Monroe, aveva applicato nell’800. “L’emisfero occidentale è nostro“, ha infatti tuonato, aggiungendo di essere pronto ad allargare i suoi orizzonti.
Il Venezuela, quindi, potrebbe non essere l’unico Paese a pagare le conseguenze di questa scelta. Già ieri, il presidente Usa aveva spostato le sue mire verso la Groenlandia, il territorio che si trova sotto il controllo della Danimarca. “Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza degli Stati Uniti“, ha spiegato Trump a bordo dell’Air Force che lo stava riportando a Washington, chiarendo che il governo di Copenaghen non sarà in grado di proteggerla quando servirà.
Anche il resto del Sud America, però, potrebbe avere problemi. Da un lato c’è Cuba che, secondo il titolare della Casa Bianca, non avrà bisogno dell’intervento americano per crollare. Il governo cubano, infatti, entrerà in un periodo di forti difficoltà dopo che il Venezuela gli vieterà l’acquisto del petrolio sovvenzionato. Già ieri, il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, aveva commentato la situazione riconoscendo che a Cuba “c’è un grosso problema“.
In Colombia, invece, Trump starebbe riflettendo su un’operazione simile a quella del Venezuela. “La Colombia è governata da un uomo malato, non lo farà ancora per molto tempo“, ha dichiarato in riferimento al presidente colombiano, Gustavo Petro, avvertendolo sulla possibilità di una missione americana simile a quella che ha espatriato Maduro. Nell’elenco di Trump, poi, spunta anche il Messico di Claudia Sheinbaum. “Deve darsi una regolata“, ha sostenuto il titolare della Casa Bianca, facendo riferimento anche in questo caso ai problemi legati al traffico di droga e di migranti.
Trump è poi tornato a parlare anche del Venezuela, minacciando un secondo attacco nel caso in cui Rodriguez non si comporti nel modo richiesto da Washington. “Siamo noi ad avere il controllo nel Paese“, ha poi tuonato il Tycoon, aggiungendo che per il momento non sono previste elezioni. L’obiettivo attuale è quello di traghettare Caracas verso una transizione sicura e solo successivamente procedere con il ritorno alle urne. In cambio, gli Usa hanno preteso un accesso totale al petrolio e ad altre risorse del Venezuela.
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